venerdì 23 febbraio 2018

La rinascita del denaro sonante





di Francesco Simoncelli


A seguito dell'articolo intitolato "Il tramonto del denaro fiat", vorrei sviluppare ulteriormente le tesi esposte in precedenza in modo da fornire un quadro teorico completo per permettere al lettore di avere ben chiaro il passato del sistema monetario e quello che il futuro potrà portarci. Oltre a poterne trarre profitto, soprattutto per non commettere gli stessi errori. La confusione riguardo questi temi è talmente grande da non permettere un discernimento chiaro di quale siano le truffe annidate dietro agli attuali sistemi economici e finanziari, i quali ci suggeriscono: "Fidatevi di noi, siamo l'autorità". Concessa da chi? Non si sa, ma la maggior parte la teme. E quando questa autorità rimarrà a corto i opzioni per mantenere le sue promesse e soprattutto di soldi? Chi pagherà? Non si sa. Il migliore inganno, diceva Orwell, è quello che viene posto davanti il proprio naso e ci vuole un grande sforzo di volontà per comprenderne la natura truffaldina. Infatti una delle bugie più grandi degli ultimi due secoli è stata la natura assistenziale dello stato. Un predatore mascherato da buon samaritano che subdolamente si è infilato tra le fila del tessuto sociale e mano mano l'ha sfilacciato, ricucendo alcune parti a sua immagine.

L'arazzo della società, oggi, è una rappresentazione cacofonica, dissonante e sminuzzata di quello che un tempo era un'immagine armoniosa e integrata. Serpeggiando con la propaganda, l'apparato statale ha nel tempo conquistato la fiducia delle persone attraverso le sue promesse paternalistiche, riducendo quelli che dovrebbero essere degli adulti ad un branco di adolescenti capricciosi. I comportamenti schizofrenici e incomprensibili protagonisti della società di oggi, sono dovuti ad una mancanza di libertà in primo luogo ed in secondo luogo ad un annichilimento della responsabilità individuale. La delega delle proprie azioni viene ceduta a terzi, credendo in questo modo all'esistenza di una figura paternalistica onnipresente in grado di risolvere quei problemi che per gli individui costa "troppa fatica" risolvere. Ma non è questo quello che fanno gli adulti? Risolvere i problemi e prendersi la responsabilità dei propri fallimenti? È precisamente questa deresponsabilizzazione progressiva che ha generato le storture sociali a cui assistiamo oggi, generando quel caos pianificato di cui Mises parlava nei suoi libri.

La mancanza di valori e del senso della famiglia sono essenzialmente il frutto di una distruzione pianificata da parte dello stato per assicurarsi un ruolo di primo piano agli occhi degli individui. Per non parlare dell'ondata di violenza dilagante a cui assistiamo oggigiorno. Se nostro "padre" ci insegna che il ricorso alla violenza è legittimo, cresceremo con un dogma apparentemente aprioristico secondo cui aggredire il prossimo rappresenta un modo per primeggiare e trovarsi meglio.

[...] Si è soliti chiamare il punto di vista dei sostenitori dello stato sociale il punto di vista "sociale", come distinto dal punto di vista "individualista" ed "egoista" dei campioni dello stato di diritto. In realtà, però, i sostenitori dello stato sociale sono dei fanatici del tutto antisociali ed intolleranti. Poiché la loro ideologia implica tacitamente che il governo effettuerà esattamente ciò che essi stessi ritengono giusto e benefico. Scartano del tutto la possibilità che potrebbero sorgere disaccordi per quanto riguarda la questione di cosa è giusto e opportuno e cosa no. Sostengono il dispotismo illuminato, ma sono convinti che il despota illuminato sarà conforme in ogni dettaglio alla loro opinione sulle misure da adottare. Favoriscono la pianificazione, ma quello che hanno in mente è esclusivamente un piano personale, non quello di altre persone. Vogliono sterminare tutti gli avversari, cioè, tutti coloro che sono in disaccordo con loro. Sono assolutamente intolleranti e non sono disposti ad acconsentire a qualsiasi discussione. Ogni sostenitore dello stato sociale e della pianificazione è un potenziale dittatore. Quello che ha in mente è di privare tutti gli altri uomini di tutti i loro diritti, e di stabilire un'onnipotenza senza restrizioni sua e dei suoi amici. Si rifiuta di convincere i suoi concittadini. Preferisce "liquidarli". Disprezza la società "borghese", la quale adora la legge e la procedura legale. Lui stesso adora la violenza e lo spargimento di sangue.[1]



IL SISTEMA PENSIONISTICO

Questo gigantesco apparato di controllo non avrebbe potuto funzionare senza fondi a supporto. Ma come incamerarli senza destare sospetti tra la popolazione? Ricordiamo che lo stato è quell'istituzione incapace di generare risorse patrimoniali, proprio perché incapace di operare un calcolo economico in accordo con le forze di mercato. Se fosse stato capace non avrebbe avuto bisogno di riscuotere tasse ed imbastire un enorme sistema fiscale con cui derubare le persone. Sarebbe stato in grado di pagare le proprie spese attraverso i fondi incassati dalle sue attività. Invece, in virtù dei suoi scopi clientelari, stimola incentivi negativi tra la popolazione affinché gruppi privilegiati possano sfruttare il resto delle persone. La promessa dello stato che fa gola: l'avvicendamento ciclico di questi gruppi privilegiati al potere. Come diceva Bastiat, lo stato è quell'illusione dove tutti credono di poter vivere sulle spalle di tutti.

Infatti, è proprio un'illusione.

Lo stato è un'istituzione stupida, perché prende in prestito a lungo termine e spende nel breve termine. Detto in modo diverso, esige tributi costantemente ma li spende immediatamente in progetti che in futuro non avranno resa. La maggior parte di essi, se non tutti, risultano alla fine cattedrali nel deserto. L'unico vantaggio di questa pratica è quello di poter godere di beni oggi a determinati prezzi, prima che essi aumentino inevitabilmente a causa della svalutazione monetaria operata dal suo braccio destro, la banca centrale, per tentare di rendere sostenibile attraverso l'inflazione monetaria il debito pubblico. Quello che abbiamo qui, quindi, è un doppio furto: uno alla luce del sole mediante la tassazione; l'altro nascosto, attraverso l'inflazione dei prezzi. Ecco l'illusione più grande che al momento fa stare tranquilla la maggior parte della popolazione: alla fine della propria carriera lavorativa, si avrà diritto ad una rendita garantita dallo stato. Questa rendita sarà in grado di comprare domani le stesse cose che si comprerebbero oggi con quell'ammontare di denaro che si riceverà? No.

Qualunque sia quell'ammontare, non sarà mai in grado di stare dietro alle manipolazioni dei mercati da parte dei pianificatori centrali, le quali andranno ad erodere sempre più il bacino dei risparmi reali. Prima di parlare di questo aspetto, però, vediamo perché il sistema pensionistico è una truffa. In parole povere, il sistema pensionistico è uno schema di Ponzi: i nuovi entrati ripagano i vecchi. Infatti le prestazioni pensionistiche sono adempiute mediante i contributi di coloro che entrano nella forza lavoro. Questo schema può andare avanti finché il bacino di lavoratori è in crescita e gli investimenti dei fondi pensione ottengono un rendimento decente.

Dieci anni fa, a novembre 2007, il Bureau of Labor Statistics calcolava che 146 milioni di americani stavano lavorando. Oggi tale cifra è di 153 milioni, un aumento del 4.8% negli ultimi dieci anni. La previdenza sociale, dall'altra parte, pagava benefici a 34.4 milioni di americani a novembre 2007, rispetto ai 44.2 milioni di oggi, un aumento del 28.5%. Queste sono statistiche del governo federale e i numeri mostrano chiaramente una tendenza stratificata: non ci sono abbastanza lavoratori per pagare i pensionati. Per non parlare dell'invecchiamento generale.




L'agenzia di rating Moody's stima che le pensioni statali, federali e locali siano a corto di fondi per un ammontare di $7,000 miliardi. Uno dei principali fattori alla base di questa tendenza è che i rendimenti sugli investimenti sono troppo bassi. I fondi pensione devono investire in attività sicure e stabili (come i titoli di stato), ma devono raggiungere rendimenti di circa il 7% all'anno per rimanere solvibili. Ma oggi, con i titoli di stato che rendono il 3% o meno (e in alcuni casi i rendimenti obbligazionari sono negativi), non raggiungono i loro obiettivi. Uno o due anni con rendimenti sub-ottimali non sono catastrofici... ma un intero decennio è tutt'altra cosa.

L'ironia dietro questa storia è che l'attuale panorama economico in cui il lavoro è sempre più convogliato nel part-time ed i rendimenti decenti diventano sempre più un miraggio, è il risultato della campagna delle banche centrali del mondo di salvare lo status quo: banche commerciali denominate troppo grandi per fallire e stati in bancarotta. Più affondano le mani nell'interventismo rampante, più si auto-distruggono. Un po' come i coyote quando spinti dai morsi della fame, iniziano a rosicchiarsi le zampe; attutiscono temporaneamente la fame, ma fanno del male a loro stessi. La pianificazione centrale sta seguendo lo stesso cammino: l'ingessamento del mondo del lavoro è il risultato di anni di crowding out sulle imprese a causa di tasse e spesa pubblica crescenti (oltre a privilegi lavorativi impossibili da scardinare); l'appiattimento dei rendimenti nel panorama economico è il risultato di ingerenze crescenti delle banche centrali nei mercati degli asset, distruggendo così una determinazione onesta dei prezzi e la ponderazione del rischio.

Non c'è da sorprendersi, quindi, se la maggior parte dei fondi pensione è sotto-capitalizzata.




Questa gigantesca bomba ad orologeria finanziaria esploderà alla fine, lasciando dietro di sé una scia di sogni infranti. Ma ecco che arriva il doppio smacco per coloro che ancora credono all'illusione: è impossibile accantonare risparmi. La svalutazione monetaria erode costantemente e progressivamente il potere d'acquisto del denaro fiat, oltre a ridurre la capacità delle aziende di sfornare prodotti in linea con una domanda genuina di mercato. Prestiti a buon mercato e altri trucchi dell'ingegneria finanziaria permettono ai pachidermi obsoleti di spodestare eventuali industrie innovative che potrebbero minacciare la loro posizione, facendo languire la produzione in una condizione stagnante e sfornando beni/servizi che in realtà nessuno praticamente vuole. Gli investimenti improduttivi possono continuare a drenare risorse economiche reali a scapito del resto della popolazione, favorendo un panorama economico decadente. In questo contesto è arduo riuscire a risparmiare per il futuro, anche se si volesse scegliere la via di fondi pensione privati.

Come sottolinea succintamente il Wall Street Journal, la maggior pare delle classi di asset sono sopravvalutate ed i fondi pensione, sia pubblici che privati, stanno ricorrendo a titoli molto rischiosi per tentare di mantenere decenti le proprie finanze.



STAVOLTA È DIVERSO: NIENTE RISPARMI, NESSUN ASSET "SICURO"

La creatività di Ben Bernanke ha ispirato una generazione di economisti e banchieri centrali. QE, ZIRP e NIRP hanno stabilito una nuova economia che è matematicamente plausibile, ma in pratica è disastrosa. Miliardi di dollari sono stati trasferiti dai risparmiatori agli investitori, ma i maghi dell'econometria hanno dimenticato che per tutto esiste un prezzo da pagare. In questo caso, è la formazione di una crisi nei fondi pensione che minaccia milioni di pensionati in tutto il mondo. Nessuno dei modelli econometrici fornisce una soluzione per il divario crescente nel finanziamento delle pensioni, diverso dall'accumulo insostenibile di ulteriore debito.

La "creatività", comunque, non è mancata ai gestori dei fondi pensione. Alla disperata ricerca di rendimenti decenti, hanno aumentato l'esposizione al finanziamento di progetti infrastrutturali. Rendimenti apparentemente più elevati, lungo orizzonte di investimento e protezione dell'inflazione lo hanno reso allettante, ma i gestori dei fondi pensione si sbagliavano di grosso. I rischi reali sono stati ampiamente sottostimati. Ad esempio, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha deciso di cavalcare l'onda del finanziamento di progetti infrastrutturali e ha sprecato il denaro dei contribuenti in prestiti che la BEI non poteva sostenere. Ha ignorato il fatto che già un decennio fa negli Stati Uniti tali finanziamenti sono risultati un fallimento e quando la bolla è scoppiata gli investitori hanno pagato un caro prezzo.

La BEI non ha trovato posto migliore per avviare il suo programma che in Spagna, un Paese con un notevole record di progetti per infrastrutture falliti e oltre 30 aeroporti fantasma in bancarotta. I burocrati della BEI hanno investito €1.4 miliardi nella Castor Gas Storage, un sistema che immagazzina un terzo del consumo di gas in Spagna. Peccato che ci fosse un piccolo problema: l'utilizzo della struttura provocava terremoti. In meno di un anno, è stato chiuso definitivamente e la BEI ha lasciato sul groppone del governo spagnolo un ulteriore miliardo di euro da pagare. Nel frattempo i pensionati continuano a sopportare le conseguenze della "creatività" di banchieri centrali, gestori di fondi pensione e burocrati, perché infatti la fame di rendimenti decenti non si ferma qui. Questa è solo l'ultima notizia dietro le tante già snocciolate in passato.

È già da tempo che anche i fondi pensione stessero accumulando obbligazioni spazzatura per far quadrare i propri conti, soprattutto quelle provenienti dai Paesi emergenti. Non è un caso quindi se questi ultimi abbiano incrementato, e di molto, l'emissione di obbligazioni spazzatura negli ultimi anni. La follia di questa bolla finanziaria ha portato i rendimenti di questo pattume a raggiungere un minimo storico, mentre l'emissione cumulata ha raggiunto un record di $75 miliardi. E come si sottolinea nell'articolo del Financial Times, possedere un bond del Tajikistan sarebbe ottimo per quei fondi pensione che hanno bisogno di un rendimento annuale del 7% sui loro fondi. Ovviamente non è un caso.




Capite la gravità questa volta? Stiamo parlando di fondi che dovrebbero garantire quel futuro per cui la maggior parte delle persone china la testa e permette ai soprusi di essere portati a compimento, sperando di poter lasciare quanto prima possibile la forza lavoro e ritirarsi nella propria casa coltivando i propri hobby. L'azzeramento artificiale del rischio condurrà al macello tutte quelle realtà che finora hanno gozzovigliato con la leva finanziaria e l'ingegneria finanziaria. L'interconnessione del sistema del sistema economico mondiale è talmente intricata che ormai le passività di uno sono l'attivo di un altro. Non stiamo parlando di una singola LTCM come nel 1998 o di due fondi immobiliari nel 2007 salvati da Bear Stearns, stiamo parlando della maggior parte dei fondi presenti sul pianeta. Ora che le banche centrali stanno tirando i remi in barca, terrorizzate dal non avere spazio di manovra durante la prossima recessione, l'anestetico con cui le banche centrali avevano intontito i mercati sta svanendo e con esso la fiducia che le azioni sarebbero cresciute all'infinito e che le obbligazioni avrebbero sempre avuto un compratore.




Nessuno vuole azioni di industrie con flussi di cassa perennemente negativi e nessuno vuole obbligazioni di stati in bancarotta incapaci di ripagare i propri debiti. Ecco perché in tutta Europa e negli USA, ad esempio, i rendimenti dei vari decennali sovrani stanno aumentando, mentre si prova a trovare un primo rifugio nel denaro fiat (dollari ed euro). Ma attenzione però, perché accumulare denaro non vuol dire creare "risparmi". Il risparmio in quanto tale non ha nulla a che fare con il denaro, proprio perché esso rappresenta la quantità di beni di consumo finali prodotti in eccesso rispetto al consumo attuale. I produttori di beni di consumo finali possono scambiare beni risparmiati tra di loro, oppure usarli per entrare in possesso di beni intermedi. I beni risparmiati supportano tutte le fasi della produzione, ovvero, questi risparmi consentono a tutti questi produttori di sopravvivere mentre sono impegnati a produrre beni più sofisticati. La creazione di questi ultimi andrebbe ad ampliare il bacino dei risparmi reali ed aumenterebbe la capacità di produrre una maggiore varietà di beni di consumo.

Le persone non risparmiano denaro, ma piuttosto lo scambiano per beni e servizi. Il denaro può essere considerato come una ricevuta così come è stato ricevuto dai produttori di beni di consumo finali. Quando un produttore di un bene di consumo finale scambia i suoi soldi per altri beni di consumo finali, egli li ha già pagati con i beni che precedentemente ha prodotto e risparmiato. Il denaro rappresenta un credito sui risparmi reali e, quindi, non è risparmio in quanto tale.

Una volta che i risparmi reali vengono scambiati col denaro, non ha alcuna importanza ciò che il possessore ne farà. Sia che lo usi immediatamente in cambio di altri beni o lo metta sotto il materasso, questa scelta non altererà il bacino dei risparmi reali. Il modo in cui le persone decidono di impiegare i loro soldi altererà solamente la loro domanda di denaro, ma questo non ha nulla a che fare col risparmio. Gli individui possono esercitare la loro domanda di denaro o lasciandolo nei portafogli, o depositandolo in una banca. Ogni volta che un individuo presta parte del suo denaro, trasferisce le sue rivendicazioni sui beni di consumo ad un mutuatario. Prestando denaro, gli individui ne riducono la domanda. Ancora una volta il prestito non altera il bacino dei risparmi reali. Allo stesso modo, se il proprietario del denaro decide di acquistare un bene finanziario come un titolo azionario, trasferisce il suo "credito" sui risparmi reali al venditore del titolo.

I problemi emergono ogni volta che la banca centrale intraprende politiche monetarie accomodanti. Dal momento che la massa monetaria espansa viene creata dal nulla, non è supportata da beni di consumo. Quando tali soldi vengono scambiati per beni di consumo, ciò equivale ad un consumo non supportato dalla produzione. La stampa di denaro non può comportare maggiori risparmi, ma al contrario li indebolisce. Poiché il denaro non è altro che un "credito" sui risparmi reali, dopo un pompaggio monetario avremo più denaro a caccia di una quantità di beni invariata. Un individuo che ha prodotto una ricchezza reale e che vuole esercitare la sua rivendicazione sui beni, scopre di non poter recuperare il valore equivalente di tutti i beni che aveva precedentemente prodotto e scambiato per denaro.

Scopre che il suo potere d'acquisto di denaro è diminuito. In altre parole, è stato derubato furtivamente  per mezzo di una politica monetaria allentata. La stampa di denaro indebolisce la fiducia nel valore del denaro stesso. Non c'è modo di aggirare questo fatto, così come non si può negare che l'inflazione monetaria condurrà inevitabilmente ad un'inflazione dei prezzi. Nell'attuale ciclo, essendo il canale di trasmissione della politica monetaria rotto a causa del Picco del Debito raggiunto da Main Street, questo esito è stato palesemente visibile nel prezzo degli asset e nella fame di rendimenti decenti da parte delle istituzioni finanziarie.

Ecco dove ci troviamo ora. In Europa non c'è volontà di cambiare l'ambiente fiscale e normativo, mentre la BCE sta flirtando con una perdita di fiducia tra i trader di obbligazioni e gli investitori istituzionali che considerano tutti i debiti sovrani europei come sopravvalutati, specialmente da quando i tassi negli Stati Uniti hanno iniziato a salire. L'ambiente economico sarà in grado di assorbire l'impatto di tassi d'interesse più alti ancora per un po'. I fondi pensione pieni di asset inutili saranno salvati rimandando la resa dei conti... per poco.

E così facendo, i tassi più alti negli Stati Uniti stanno spingendo in su i tassi in Europa. Un euro troppo forte sta schiacciando qualsiasi speranza di ripresa economica nella periferia dell'area Euro, come l'Italia. Il carico del debito in Italia, ad esempio, è aumentato del 20% sin dalla fine del 2016 rispetto alla produzione nazionale. La BCE corre un grave rischio, in conclusione: una perdita di fiducia quando le banche italiane inizieranno a fallire, il deficit di bilancio italiani riprenderanno ad espandersi e gli euroscettici vinceranno le elezioni a marzo.

Questo è il messaggio che i mercati obbligazionari ci vogliono recapitare: non c'è scampo stavolta.





LA RINASCITA DEL DENARO SONANTE

Quando F. A. Hayek scrisse, Denationalisation of Money, pochi si aspettavano che sarebbe arrivato un momento nella storia economica in cui le transazioni sarebbero state effettuate senza la necessità di una valuta creata a livello centrale. In suddetto libro Hayek sostiene che il monopolio statale sul denaro deve essere eliminato affinché si possano fermare i cicli ricorrenti di boom/bust. Invece di una valuta gestita dallo stato dovrebbe esserci una concorrenza di libero mercato e dovrebbe essere il consumatore a determinare la migliore opzione possibile.

Molti esperti dubitavano che la visione di Hayek sarebbe mai diventata realtà. Con la nascita di bitcoin nel 2009, gli aspetti teorici della visione di Hayek sono diventati realtà, nonostante non avesse mai conosciuto Internet. Si potrebbe sostenere che il 2017 sia stato un anno cruciale per le criptovalute, o almeno per la più famosa tra di esse: il valore di bitcoin è aumentato di oltre il 700%, da $968,23 all'inizio del 2017 a ben oltre $19,000 alla fine. Anche la sua capitalizzazione di mercato è salita alle stelle. Tuttavia bitcoin si è evoluto da una semplice opportunità di investimento ad una riserva di valore promettente.

Uno dei principali punti a favore delle criptovalute è stato il fatto che hanno reso obsolete le barriere tradizionali alle transazioni, come la mediazione di terze parti e lo scambio di valute. E questo tratto vantaggioso di bitcoin viene sfruttato al meglio, soprattutto in Paesi in difficoltà. La fluidità delle transazioni e la piccolezza delle commissioni associate alle criptovalute hanno permesso un finanziamento più facile ed attività umanitarie più estese. Individui provenienti da tutto il mondo che sarebbero stati altrimenti esclusi dal sistema bancario canonico, sono ora affascinati da quello che il futuro potrà portare loro grazie alle criptovalute.

Un eccellente esempio di Bitcoin che sostiene gli sforzi umanitari è Sean's Outpost (una struttura a Pensacola, in Florida, che fornisce cibo e servizi essenziali come rifugio e acqua ai senzatetto della città). I suoi finanziamenti arrivano da utenti casuali in oltre 43 Paesi e vengono donati bitcoin per promuovere la causa dell'organizzazione. In appena un anno, Sean's Outpost ha potuto offrire ai senzatetto oltre 30,000 pasti. In Zimbabwe una pagnotta di pane costa dieci milioni di dollari in valuta locale, e in un tipico giorno di mercato bisognerebbe letteralmente portarsi dietro un sacco pieno di soldi per fare la spesa. Per gli individui alla ricerca di una riserva di valore che sia prontamente disponibile e immune all'incubo inflazionistico, l'unica opzione è bitcoin. Infatti lo Zimbabwe ospita una fiorente comunità interessata alle criptovalute e gli exchange locali di bitcoin, come Bitmari e Bitfinance, stanno attualmente fornendo l'infrastruttura necessaria per sostenere questo ecosistema.

Oggi la visione di Hayek non solo ha reso il mondo un posto migliore, ma ha anche sistematicamente fatto capire alle persone che le valute possono essere decentralizzate, integranti la pricavy e prive di regolamentazione statale. In molti Paesi in via di sviluppo in cui il sistema bancario centrale ha combinato disastri e la ricchezza delle persone è diminuita in pochi giorni, bitcoin e altre criptovalute sono diventati uno strumento che consente a molti di sopravvivere alle difficoltà che affrontano ogni giorno.

Ma non è mancata occasione in cui questa tecnologia è stata fraintesa e addirittura siè urlato alla bolla. Le valute, a differenza delle azioni, non producono reddito. Il prezzo è determinato dalla domanda e dall'offerta, rendendo quasi impossibile proiezioni di prezzo a lungo termine. Questo è ciò che rende le criptovalute fondamentalmente diverse dagli altri investimenti. Quando acquistate azioni in un'azienda, ciò non influisce sul flusso di cassa dell'azienda in questione, quindi il valore della società è lo stesso sia che le acquistiate o meno. Invece più persone accettano bitcoin e le criptovalute, più acquisiscono valore.

Per molte persone l'idea di una valuta che non sia sostenuta da uno stato è difficile da accettare. Tuttavia non è passato molto tempo da quando la fiducia nello stato non era abbastanza e tutte le valute erano sostenute dall'oro. Ma se ancora non siete convinti ecco un esempio per permettervi di capire. Per anni i dirigenti di Blockbuster hanno ignorato i cambiamenti che avvenivano nel loro modello di business, mentre Netflix acquisiva sempre più quote di mercato. Blockbuster ebbe l'opportunità di acquistare Netflix per $50 milioni nei primi anni 2000, ma rifiutò perché il prezzo era troppo alto. Netflix ha di recente raggiunto una capitalizzazione di mercato di $80 miliardi.

Questo per dire che esistono le opportunità e le criptovalute ci stanno offrendo la possibilità di liberarci di tutti quegli errori che nel tempo si sono sedimentati alla base del sistema economico. È un nuovo mondo, ricco di occasioni in grado di avvantaggiare coloro che vedranno prima degli altri quelle potenzialità che in futuro andranno a cambiare il modo di vivere. Bitcoin non è una bolla, è invece l'evoluzione naturale del libero mercato che piano piano si lascia alle spalle la staticità della pianificazione centrale. Quest'ultima si sta suicidando e tale aspetto è incarnato dall'implosione inevitabile dei fondi pensione insieme al resto dei pachidermi che per decenni hanno goduto di privilegi artificiali di monopolio. Speriamo che questa rinascita del denaro sonante, controllato dalle semplici scelte collettive degli individui, apra gli occhi di quelli che ancora si aggrappano tenacemente all'illusione di una salvezza attraverso lo stato. Speriamo invece che leggano Hayek.



CONCLUSIONE

Ad ogni modo, buona parte dell'opinione pubblica americana ritiene che questo Paese sia indietro nelle questioni essenziali, poiché, come invece hanno fatto i russi, non ha ancora spazzato via il profitto dalla produzione e non ha ancora raggiunto la stabilità. Praticamente nessuno pensa di poter imparare qualcosa di importante su questi problemi trattando seriamente l'economia. I dogmi dell'irreversibilità delle tendenze prevalenti e dei loro benefici rendono tali studi superflui. Le tendenze possono cambiare. Le tendenze evolutive possono cambiare, e fino ad ora sono quasi sempre cambiate. Ma sono cambiate solo perché hanno incontrato una ferma opposizione. La tendenza prevalente verso ciò che Hilaire Belloc chiamava lo stato servile non sarà certamente invertita se nessuno avrà il coraggio di attaccare i suoi dogmi.[2]

Il sistema pensionistico, l'ultimo baluardo del dogma statale, perirà sotto i colpi di quelle istituzioni che si supponevano dovessero salvaguardarlo. Perché? Perché la pianificazione centrale ha l'eterno istinto ed immancabile a suicidarsi. Stavolta non è affatto diverso. Sebbene la nostra fosse un'economia mista, l'inevitabile tendenza ad assolutizzare il controllo manipolando settore dell'economia dopo settore dell'economia conduce infine lungo la stessa strada: socialismo. Mises lo sapeva e scrisse due straordinari libri per informarci dell'ascesa e del declino del socialismo "mascherato": Planned Chaos e Planning for Freedom.

Quell'inversione di tendenza tanto auspicata da Mises è arrivata nel 2009 con la nascita di bitcoin e si è radicata con la nascita delle altre criptovalute. In questo modo si colpisce il cuore del sistema truffaldino che fino ad oggi ha tenuto il pugno serrato nei confronti di qualsiasi tentativo di fuga. Hayek lo sapeva bene, ecco perché scrisse Denationalisation of Money e A Choice in Currency.

I manuali per emanciparsi dalla schiavitù sono questi. Ora abbiamo la possibilità concreta di metterli in pratica.



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Note

[1] Ludwig von Mises, Planned Chaos, Capitolo VI: La liberazione dei demoni, LvMI (1947).

[2] Ludwig von Mises, Planning for Freedom, Chapter XII: Trends Can Change, LvMI (1952).

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giovedì 22 febbraio 2018

La futilità del movimento anti-riscaldamento globale





di Gary North


Donald Trump ha fatto deragliare il movimento anti-riscaldamento globale.

Fin dall'inizio il movimento era futile. La ragione dovrebbe essere chiara: non esiste un'organizzazione internazionale che possa imporre qualsiasi tipo di sanzioni significative a coloro che violano i codici specifici per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica. Se non ci sono agenzie che possono imporre sanzioni, non esiste alcuna legge. Questo perché la legge senza sanzioni è impotente.

Le Nazioni Unite sono impotenti. Non esiste un'altra organizzazione che possa imporre sanzioni internazionali contro specifici violatori in determinati Paesi.

Tutto l'inquinamento è locale. L'inquinamento rappresenta il rilascio di materiali di scarto indesiderati nel dominio pubblico: acqua e aria. L'unico modo per fermare l'inquinamento è quello di imporre sanzioni nei confronti di specifici inquinatori locali. Deve essere un governo civile competente ad imporre queste sanzioni. Se in qualsiasi giurisdizione un governo locale sceglie di non imporre le sanzioni, allora l'inquinamento specifico continuerà per tutto il tempo che tale pratica risulterà redditizia per l'inquinatore.



PUBBLICHE RELAZIONI

Tutti gli accordi sul riscaldamento globale sin dal 1992 si sono ridotti a pubbliche relazioni. Nessuno di questi accordi è sostenuto dalla minaccia di sanzioni statali nei confronti di specifici inquinatori.

L'ipotesi sottostante è che i politici si sentiranno così umiliati da aver permesso agli inquinatori locali di violare gli accordi internazionali non vincolanti e non specifici, che convinceranno altri politici locali a votare per leggi più dure. Ma i politici locali non vogliono farlo. Questo è il motivo per cui nessun presidente ha mai presentato uno di questi trattati da ratificare al Senato degli Stati Uniti. Nessun presidente è così stupido da credere che i senatori americani imporranno sanzioni agli inquinatori che impiegano molti elettori nei loro stati e che fanno grandi donazioni alle commissioni di azione politica senatoriale.

Per la stessa natura delle emissioni di anidride carbonica, che sono locali, e la stessa natura del governo internazionale, che non esiste, il movimento anti-riscaldamento globale è stato solo pubbliche relazioni e futilità politica.

Spero che il movimento anti-riscaldamento globale continui ad ottenere un grande sostegno dalla sinistra. Il riscaldamento globale è il discorso più inconcludente nella storia della politica moderna. Non c'è modo di fermare le emissioni locali a meno che i politici non mobilitino il sostegno politico nelle loro comunità, vale a dire, nei loro distretti elettorali, per controllarle. Ci sono comunità che lo accetteranno, ma non sulla base del riscaldamento globale. Lo accetteranno sulla base di particolari olezzi che vengono rilasciati nell'atmosfera da aziende specifiche.

L'anidride carbonica non ha odori. Di solito non è visibile. Nessuno la nota. È difficile mobilitare una campagna politica locale contro qualcosa che nessuno nota.

Il riscaldamento globale è il prodotto delle pubbliche relazioni globali. Nel 1975 gli attuali promotori del riscaldamento globale hanno promosso l'imminente crisi della civiltà a causa del raffreddamento globale. Dal punto di vista politico fu difficile da vendere. Così negli anni '80 si sono spostati verso il riscaldamento globale. Quest'ultimo è diventato impossibile negli anni '90, quando le temperature non aumentarono, per cui gli esperti si sono rivolti al cambiamento climatico.

Gli elettori annuiscono con decisione. Il cambiamento climatico è negativo, milioni sono d'accordo, ma non scelgono nessuno per rappresentarli al Congresso affinché vengano imposti controlli rigorosi alle industrie locali. Gli elettori locali non vogliono perdere i posti di lavoro locali e la spesa locale da parte di datori di lavoro locali. Ci deve essere un motivo personale affinché loro votino per suddetti candidati. Questa ragione non è il riscaldamento globale, o il cambiamento climatico globale. La ragione deve essere un effetto negativo specifico e locale dell'inquinamento. Per questo motivo gli elettori potranno eleggere un candidato, ma non ha nulla a che fare con le emissioni di anidride carbonica.

Se alcune comunità locali impongono restrizioni a determinati tipi di inquinamento, un inquinatore locale può decidere se adeguarsi oppure chiudere la fabbrica e trasferirsi in un'altra comunità che vuole lavori e non intende imporre sanzioni negative su determinati tipi di inquinamento. Si chiama "votare con i piedi". Le aziende possono farlo, proprio come gli individui.

L'unico modo per fermare questa opzione è una giurisdizione politica più ampia per imporre sanzioni negative. Ciò renderebbe più costoso muoversi. Forse un governo statale può farlo. Poi l'industria inquinante si sposterà in uno stato che non possiede tali leggi, ma non c'è niente di nuovo in questa pratica. I politici ne comprendono le conseguenze e sono titubanti ad imporre sanzioni che non hanno ampio sostegno tra gli elettori. Non lo faranno per aiutare qualcuno in Russia o nell'Africa sub-sahariana.



UN RITARDO DI 4 ANNI

Donald Trump terrà a bada per quattro anni queste persone, mentre dicono ripetutamente che il mondo non può permettersi un ritardo di quattro anni.

I "riscaldatori globali" devono mantenere attivi i veri credenti, devono dire loro che la catastrofe si sta avvicinando velocemente. Non c'è più tempo da perdere. Trump ha detto al mondo che c'è molto tempo da perdere. Ha imposto un ritardo di quattro anni. Come possono replicare i "riscaldatori globali"?

Stanno cercando disperatamente di ristrutturare la loro campagna. Ora stanno dicendo che la decisione di Trump di uscire dagli Accordi di Parigi è irrilevante. Michael Bloomberg, ex-sindaco di New York, ha affermato che a Washington non importa. Questa è una delle affermazioni più significative nella storia dei repubblicani. Dice che i sindaci possono rispettare gli Accordi di Parigi.

Quale sindaco di quale grande città sarà al comando per cinque anni da ora o dieci anni da ora? Quale sindaco rischierebbe la sua carriera politica per chiudere le imprese locali che emettono anidride carbonica, in nome degli Accordi di Parigi? Vi dirò io quali: nessuno.

Non dimenticate mai che gli Accordi di Parigi non sono vincolanti. Non esiste niente di specifico. Dobbiamo credere che i sindaci locali o i governatori locali imporranno sanzioni significative contro le principali società che producono anidride carbonica? Qual è la loro motivazione? Come faranno a farsi rieleggere?

Quello che abbiamo qui è una gigantesca campagna di pubbliche relazioni, ed è stata rovesciata da Donald Trump. Non che Trump abbia interrotto qualcosa che avrebbe fatto la differenza. Gli Accordi di Parigi non avrebbero mai fatto la differenza. Si tratta di un accordo non vincolante mai ratificato dal Senato USA. Non ci sarebbero state sanzioni negative. Non ci sarebbe stata alcuna riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Non ci sarebbe stata alcuna riduzione del riscaldamento globale.

Se il budget non sale, non prestate mai alcuna attenzione a tutto ciò che si svolge nel governo. Se il bilancio non cambia, non cambierà nulla. Alcuni bilanci salgono, ma non di molto. Parlo dei bilanci discrezionali. Se un bilancio discrezionale non aumenta più velocemente dell'anno precedente, allora non avverrà nulla di nuovo e significativo. L'altra statistica importante è il numero di persone sul libro paga. Nel caso dell'Environmental Protection Agency, oggi ha meno persone impiegate rispetto al 1990. Il bilancio è in realtà diminuito negli ultimi tre anni. Ciò sembra incredibile, ma è così. Potete verificarlo qui.

Il movimento degli ambientalisti è davvero una tigre di carta. È in declino. Sta perdendo influenza. Eppure oggi è il movimento sacro della sinistra.

Ancora una volta ci viene ricordato che le persone sensibili stanno vincendo, mentre i riformatori stanno perdendo. Questo non ha niente a che fare con la politica. Al giorno d'oggi la politica è quasi simbolica. Il vero combattimento si svolge nel bilancio. Gli anziani stanno vincendo le guerre dei bilanci. Tutti gli altri sono in difesa. Questo non cambierà, anzi sta accelerando.



CONCLUSIONE

Queste persone hanno esaurito le cause che i governi nazionali sono disposti a finanziare. Gli Accordi di Parigi sono pubbliche relazioni a buon mercato. Trump ha appena rivelato al mondo che gli Accordi di Parigi sono il mago di Oz.

I piccoli uomini dietro la tenda stanno muovendo leve e gridando agli altoparlanti il potere del grande Oz, ma Toto ha strappato la tenda.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 21 febbraio 2018

Sprecare tempo e denaro: nessuno comprerà lo tsunami di bond in arrivo





di David Stockman


L'economia americana sta vacillando non tanto per una bassa spesa in infrastrutture, quanto per il debito eccessivo -- $67,000 miliardi tra debito pubblico e privato totale, per essere precisi. Sembra quindi che i bond vigilantes stiano tornando dopo 24 anni di letargo proprio nel momento giusto.

Come se l'imminente collisione per l'anno fiscale 2019 tra $1,200 miliardi di nuovi debiti del Tesoro USA e la campagna obbligazionaria (QT) da $600 miliardi della FED il prossimo ottobre non fossero sufficienti, ora si dice che la prossima State of the Union (SOTU) esporrà un piano infrastrutturale di spesa da $1,700 miliardi.

Con oltre $1,000+ miliardi di deficit che già rimbombano nelle sale di Capitol Hill, l'idea stessa di un massiccio prestito finanziato dal debito e spese per 104 mesi durante un'espansione del ciclo economico è pura follia.

E non credeteci sulla parola. Con il breakout di questa mattina al 2.72% sul decennale USA, è molto probabile che sia iniziata la fuga precipitosa dalle obbligazioni.

Per esempio, il più grande trade mai inventato finora è stato il front-running coi pronti contro termine (cioè, il 95% del denaro preso in prestito) per scendere in campo nella massiccia campagna di acquisti obbligazionari ordita dalle banche centrali: il costo di carry era gratuito, il prezzo delle obbligazioni era sicuro che salisse, i segnali della politica delle banche centrali erano chiari e attraverso di essi tutti i trader di obbligazioni hanno dormito sonni tranquilli.

Vale a dire, oltre ai $20,000 miliardi dell'offerta di obbligazioni che le banche centrali hanno eliminato dal mercato con crediti creati dal nulla sin dal 1995, migliaia di miliardi di più sono stati assorbiti dagli speculatori con una leva finanziaria con cui compravano oggi ciò che le banche centrali avrebbero comprato domani.

Inutile dire che la doppia levitazione del prezzo delle obbligazioni è finita. Con le banche centrali che liquidano rapidamente i loro acquisti di obbligazioni, gli smart money stanno per fare la loro mossa. Cioè, vendere ciò che le banche centrali keynesiane venderanno, mentre queste ultime si disperano per rimpicciolire i loro bilanci e cercano di creare spazio di manovra per combattere la prossima recessione.

A tal fine, val la pena di notare che il rendimento del decennale è ora raddoppiato dal suo minimo di chiusura di tutti i tempi registrato il 5 luglio 2016. Dopo essere passati da un rendimento del 15.86% a settembre 1981 a uno dell'1.36%, possiamo dire questo: un calo del rendimento del 92% in 37 anni ha definito un'era aberrante che ha praticamente distrutto una determinazione onesta dei prezzi nei mercati obbligazionari.

Né gli algoritmi di trading né i venditori di fumo di Wall Street hanno finora mai conosciuto un periodo prolungato di aumento dei rendimenti.




Hanno operato per tutta la vita in mercati dove massicci e costanti acquisti di obbligazioni da parte delle banche centrali hanno deformato qualsiasi dinamica ordinaria nei fondamentali della domanda e dell'offerta. Di conseguenza gli abitanti delle odierne bische clandestine non conoscono una "determinazione onesta dei prezzi" e non possono immaginare uno scenario in cui le banche centrali non coprono loro le spalle.

Ma questo è esattamente il motivo per cui uno "shock dei rendimenti" è imminente. Infatti arriverà un cosiddetto cigno nero con una tonalità di arancione però; Il SOTU di Trump potrebbe essere l'ago che l'attuale bolla finanziaria sta cercando dall'8 novembre 2016.

Nell'attuale scenario irreale, non ci vorrà molto per innescare una svendita nel mercato delle obbligazioni che infine farà crollare l'intero castello di carte alimentato dal debito.

In questo contesto, abbiamo anche scommesso sul fatto che il grafico qui sotto non è mai stato visto all'interno della Casa Bianca. A differenza delle fantasie che vengono messe in campo da vecchi dinosauri come Steve Forbes e Stephen Moore, questo grafico parla della vera economia del nostro tempo.

A gennaio 2017 le principali banche centrali stavano risucchiando i titoli dall'offerta delle obbligazioni ad un ritmo annuo di $2,100 miliardi, iniettando uno tsunami di denaro nei casinò azionari che poi è finito in titoli societari, obbligazioni spazzatura, ETF, short vol trade e speculazioni ancora più rischiose.

Ma con la FED che ora sta scaricando il suo bilancio a $20 miliardi al mese, il ritmo di acquisto delle obbligazioni da parte della banca centrale è già sceso a $1,500 miliardi l'anno. Inoltre entro la fine dell'anno questi ultimi diventeranno a malapena $300 miliardi su base annua, dato che la FED aumenta la sua vendita di obbligazioni di $10 miliardi al mese ogni trimestre e, come confermato da un membro di spicco del consiglio della BCE questo fine settimana, la zona Euro la farà finita col QE entro settembre.

In breve, tra un anno il bilancio collettivo delle banche centrali del pianeta si ridurrà per la prima volta nella storia moderna.




Infatti le cattive notizie per le obbligazioni continuano ad arrivare a frotte. L'esuberanza della spesa natalizia da parte delle famiglie statunitensi è stata finanziata al margine da prestiti. Di conseguenza il tasso di risparmio personale segnalato per dicembre era il tasso mensile più basso in 13 anni, e tra i più deboli mai registrati.

Quindi se non saranno le famiglie americane, la FED, la BCE, o anche la PBOC, chi comprerà tutto il debito che il tesoro americano emetterà nel momento in cui le banche centrali smetteranno di schiacciare il loro pulsante "comprare"?

Scommetteremmo su nessuno, soprattutto nessuno sano di mente, o almeno non su un rendimento vicino al 2.72% sul decennale





[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 20 febbraio 2018

Parapiglia e confusione riguardo la presunta bolla di bitcoin





di Mikayla Novak


Mentre ci prepariamo a stappare le bottiglie di champagne per inaugurare il nuovo anno, possiamo guardarci indietro e dire con certezza che il 2017 è stato l'anno di bitcoin. All'inizio del 2017 il prezzo di un singolo bitcoin era poco meno di $1,000, per poi aumentare rapidamente raggiungendo poco più di $19,000 a metà dicembre. Al momento della stesura di questo articolo, il prezzo unitario di bitcoin è notevolmente diminuito a circa $13,500.

Un aspetto importante, anche se un po' sottovalutato, è che l'interesse finanziario in bitcoin ha contribuito a rafforzare il valore del mercato delle criptovalute, il cui valore aggregato è passato da $18 miliardi all'inizio del 2017 a oltre $500 miliardi.

Un punto ancor meno apprezzato è che l'aumento esponenziale del prezzo di bitcoin è parallelo all'emergere delle criptovalute. Inoltre è grazie al registro dati pubblico e distribuito, noto come blockchain, che le criptovalute sono diventate fenomeni culturali e politici. Ciò si riflette nel livello esuberante dell'interesse mainstream e dei social media nei confronti delle criptovalute; dcosì come l'accresciuta attenzione riservata al bitcoin da parte di banchieri centrali, autorità fiscali e altri attori politici.

Per gli analisti finanziari, i policymaker e i criptoconomi la domanda chiave rimane la stessa: bitcoin è una bolla? I detrattori delle criptovalute hanno perso tempo a proclamare il calo pre-natalizio del prezzo di bitcoin come lo scoppio definitivo della bolla.

Come per la maggior parte delle altre esperienze che riflettono le azioni di innumerevoli persone – o, come si potrebbe dire, "il risultato dell'azione umana, ma non della progettazione centrale" – ci sono fondamentalmente due scuole di pensiero che parlano di come debbano essere interpretati i prezzi di bitcoin. A rischio di semplificare troppo, possono essere suddivise nelle prospettive di tipo statico (neoclassici) e dinamico (economia Austriaca/evolutiva).



Il punto di vista neoclassico

Il punto di vista statico, o neoclassico, ritiene che i mercati degli asset possano subire fluttuazioni dei prezzi relative. Ciò accade quando venditori e acquirenti di diverse classi di asset si adattano alle condizioni economiche mutevoli, politiche e di altro tipo che influiscono sui valori degli asset. Ma in generale, i prezzi degli asset dovrebbero riflettere il valore "fondamentale" dell'asset stesso (essendo esso il valore attuale di tutti i flussi di cassa futuri).

Dal punto di vista statico, un aumento sostenuto dei prezzi degli asset in un determinato periodo di tempo solleva il sospetto che il prezzo dell'asset si stia allontanando dal suo valore fondamentale. Ciò è dovuto a "valutazioni errate", "eccessiva speculazione", "comportamento da pecore" e, pertanto, il prezzo effettivo osservato per bitcoin è anomalo – una vera e propria "bolla" pronta a scoppiare mentre i partecipanti al mercato degli asset tornano ad essere razionali.

La prospettiva alternativa riguardante il recente aumento dei prezzi astronomici di bitcoin proviene da un'alleanza di pensiero tra le tradizioni economiche Austriache e quelle evoluzionistiche. Possiamo definire questa prospettiva, il punto di vista dinamico.



Il punto di vista dinamico

In base all'interpretazione dinamica, i prezzi degli asset si adeguano alle condizioni economiche e ad altre condizioni. Ma la nozione di un valore singolo e fondamentale non è, e non può essere, oggetto di consenso tra venditori eterogenei e acquirenti di criptovalute.

Invece il valore fondamentale di bitcoin e di altre criptovalute non deve essere pienamente noto a tutti i partecipanti ai mercati dei cripto-asset, ma è piuttosto soggetto di una scoperta continua e incessante che è evidente su più livelli. Quello che stiamo vedendo con il prezzo di bitcoin, secondo l'interpretazione dinamica, non è una bolla irrazionale, ma un riflesso della scoperta dei prezzi sovrapposta a, e in buona parte guidata da, una rapida fase di adozione sotto forma di una crescente popolazione di venditori e acquirenti sul mercato.

La migliore rappresentazione di questo punto di vista è fornita da Jason Potts del Blockchain Innovation Hub della RMIT University, il quale spiega che le bolle, nella misura in cui non sono il prodotto dell'intervento statale, sono ciò che stimola energeticamente l'interesse nella crescita a breve termine e in definitiva la maturazione a lungo termine dei mercati degli asset (e molti altri).

Pertanto preoccuparsi del fatto che bitcoin sia o non sia una bolla è uno spreco d'energia. Sembra essere una domanda con una risposta indeterminabile: qual è il valore fondamentale degli asset nel mercato delle criptovalute che sta vivendo una fase di rapida adozione nella sua vita evolutiva?



Una processo di scoperta hayekiana proprio davanti i nostri occhi

È vero che le bolle possono essere "creativamente distruttive" nei confronti di nozioni precedentemente concepite riguardo gli asset economici ma, proprio come le infrastrutture del trasporto di massa, i servizi generali e di conservazione, l'informatica e Internet, le criptovalute e la blockchain possono potenzialmente aprire un percorso per nuovi sentieri precedentemente impossibili da vedere.

Fissarsi sulla domanda se bitcoin sia in bolla non tiene conto del fatto che le persone che affollano i mercati delle criptovalute stanno impegnandosi in una sperimentazione e un processo di apprendimento sociale. Da ciò tutti possiamo potenzialmente trarne vantaggio (anche nel caso peggiore, ma improbabile, che l'economia delle criptovalute finisca nel nulla).

Le criptovalute possono diventare un mezzo di scambio in grado di sfidare le valute legali emesse dallo stato? Bitcoin e le altcoin possono diventare un utile riserva di valore? Possono bitcoin e le altcoin servire come unità di conto? Questi sono i tipi di domande a cui gli esperimenti e gli insegnamenti del trading in bitcoin e in altre criptovalute daranno risposta a tempo debito.

Naturalmente le domande qui esposte sono quelle che coloro che si attengono ad una visione statica – come le banche centrali, le autorità fiscali e le autorità di regolamentazione finanziaria – non vogliono che abbiano una risposta. Questo perché preferiscono i loro modi consolidati di inflazionare, tassare e regolamentare a scapito di processi di mercato aperti che sfidano la loro autorità.

Sarebbe allettante per alcuni stati usare il prezzo del bitcoin per limitare il trading delle criptovalute, ma il costo potenziale di tali azioni punitive potrebbe essere molto consistente in quanto le persone verrebbero escluse dall'opportunità di interfacciarsi con gli altri attraverso queste tecnologie incentrate su una rete globale crecente.

Il prezzo di bitcoin salirà e scenderà sicuramente, come nel caso di qualsiasi altro asset, ma se le criptovalute e la blockchain diventeranno parte della norma, l'ipotesi di Friedrich Hayek secondo cui la scoperta economica decentralizzata spargerà i semi per un coordinamento sociale diffuso, verrà riconfermata ancora una volta.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 19 febbraio 2018

L'incombente battaglia politica in Occidente





di Gary North


Remnant Review

Comincio con un grafico a torta. È un grafico riguardante la torta politica.




Questo grafico è del 2015. Il lato destro si sta espandendo ininterrottamente sin da allora. Ogni giorno 10,000 persone usufruiscono del Medicare, il quale costa al governo federale oltre $1,000 al mese per ogni persona iscritta. Questo afflusso di destinatari eleggibili non si fermerà per i prossimi 20 anni.

Ora guardate la parte inferiore del grafico: componente extra-difesa discrezionale. Era il 16% nel 2015, ma si può essere certi che sia più vicina al 14% oggi. Questo è il campo di battaglia politico a Washington: il bottino disponibile. Il resto è intoccabile. La politica non può cambiare il resto del bilancio. La politica oggi, in termini di spesa federale, lotta per una fetta inferiore al 14% del bilancio e probabilmente arriverà al 10% entro il 2022, quando un nuovo presidente sarà al comando.

Prima che arrivino questi 20 anni, non ci sarà più una fetta discrezionale della torta di bilancio. A quel punto, avrà luogo una guerra a Washington. Sarà una battaglia sulle dimensioni delle fette della torta. I blocchi di voto politico che davano per scontato che la dimensione della loro fetta fosse intoccabile, scopriranno che non lo è.

Il risultato della battaglia cambierà la natura del governo civile negli Stati Uniti. Una serie di battaglie simili avrà luogo nell'Europa occidentale, dove tutto è iniziato nel 1880: lo stato sociale di Bismarck.



LA BUROCRATIZZAZIONE DELL'AMERICA

La più grande minaccia alla libertà in Occidente è solo una da almeno un secolo: l'espansione del diritto amministrativo. Questo sistema sta estendendo il potere dei governi centrali in ogni angolo dell'Occidente. Le burocrazie hanno creato tribunali di diritto amministrativo che hanno sostituito i tribunali civili in tutto l'Occidente. Le agenzie burocratiche li riforniscono con i loro giudici. Applicano leggi che hanno interpretato autonomamente. Questo processo è ben sviluppato e sembra essere inarrestabile. È il ribaltamento della tradizione giuridica occidentale, come descritto da Harold Berman nella sua Introduzione a Law and Revolution (1983).

Questo processo è implacabile. Non è influenzato dalla politica. È protetto negli Stati Uniti dalla normativa statale. In tutto l'Occidente esistono protezioni simili. Queste persone non possono essere licenziate. La loro parola è legge. Questo sistema si manifesta negli Stati Uniti col Federal Register, il quale pubblica ogni anno oltre 80,000 pagine di normative.

C'è solo un modo per fermare la crescita del diritto amministrativo: tagli di bilancio. Nient'altro offre alcuna speranza.

Non credo che nei prossimi due decenni ci sia possibilità di smantellare il governo federale. Tuttavia credo che ci sia speranza. Ci sarà un Grande Default. Washington ad un certo punto non sarà in grado di pagare i suoi conti. Le passività non finanziate di Medicare e, in misura minore, previdenza sociale, costringeranno il fallimento del governo federale. La grandezza di queste passività è stata discussa dal prof. Laurence Kotlikoff nella sua testimonianza alla Commissione di Bilancio del Senato nel 2015. L'unico modo per fermarlo sarà quello di escludere i nonni, ma questi ultimi fanno parte del blocco di voto più organizzato negli Stati Uniti: i vecchi.

Dal punto di vista politico, i vecchi sono inarrestabili. Dal punto di vista governativo, il diritto amministrativo è inarrestabile. Ad un certo punto entro il 2030, ci sarà una collisione tra queste due forze inarrestabili. Una di loro dimostrerà di essere inarrestabile. L'altra non sarà solo fermata, sarà invertita.

Penso che i vecchi siano inarrestabili.

Alla fine, ci sarà un Grande Default che renderà impossibile per Washington controllare gli stati e le amministrazioni locali. Questo è uno sviluppo positivo. Porterà al decentramento politico. Porterà alla nascita di una nuova libertà. Ma tra ora e domani, ci sarà una guerra all'interno del governo federale.

Qui mi sono concentrato sul periodo di transizione tra l'arrivo del Great Default e il de-finanziamento permanente di Washington.



LA QUESTIONE POLITICA CENTRALE

La questione politica centrale che comincerà intorno al 2025 sarà questa: "Chi prenderà il bottino quando il 100% del bilancio federale sarà non discrezionale?"

Previdenza sociale, Medicare e Medicaid continueranno ad assorbire la quota più grande del bilancio federale. Ciò è statisticamente inevitabile. Il Grande Default non inizierà con una riduzione degli assegni verso i vecchi. Comincerà con le riduzioni degli assegni che vanno al Pentagono e allo stato amministrativo. Questo perché il Pentagono e lo stato amministrativo non dispongono di blocchi di voto organizzati paragonabili all'AARP ed ai Panthers Grey. I vecchi otterranno una quota crescente della torta federale.

Il Grande Default inizierà all'interno del bilancio federale. Poiché lo stato amministrativo verrà tagliato, il potere normativo sul governo statale e locale si ridurrà. Questo sarà l'inizio del restauro della libertà americana. Ma insieme alla riduzione della regolamentazione arriverà anche una riduzione dei trasferimenti ai governi locali. Anche questo è fondamentale per il ripristino della libertà americana.

Potrei aver esagerato con la data, poiché potrebbe non volerci fino al 2030 affinché l'intero bilancio diventi non discrezionale. Ogni volta che salirà tale quota, le battaglie politiche su chi metterà le mani sul bottino si trasformeranno in una guerra burocratica sui finanziamenti.

Ecco il fatto numero uno di questo confronto: i vecchi prederanno i loro soldi. I politici risponderanno all'elettorato. Dovranno tagliare i finanziamenti alle agenzie di regolamentazione se intendono espandere i finanziamenti a Medicare e Medicaid. Dal punto di vista politico dovranno espandere i finanziamenti di Medicare e Medicaid.

Il denaro parla. Quando il denaro viene riconsegnato a Medicare, Medicaid e previdenza sociale, dovrà essere reindirizzato da qualcosa. Dovrà essere reindirizzato dalle burocrazie esecutive esistenti. In altre parole, questa situazione andrà a scapito della legge amministrativa e dello stato amministrativo.



UN NUOVO PUNTO DI VISTA SULLO STATO SOCIALE

Ecco la mia posizione. L'espansione dello stato sociale federale offre la più grande speranza a medio termine per la libertà americana. L'espansione di Medicare, Medicaid e previdenza sociale è politicamente inarrestabile. È inarrestabile in modo attuariale. Ciò significa che i politici dovranno mettere tutto il resto del bilancio sulla ghigliottina. Questo include il Pentagono e anche lo stato amministrativo.

Lo stato sociale federale è limitato dalla capacità del governo federale di raccogliere le entrate. Come ho già ripetuto più volte, questo limite è di circa il 20% del PIL.


http://www.usgovernmentspending.com/


Non c'è niente che il governo possa fare per aumentarle. Dovrà prendere in prestito per aumentare la spesa. Chi presterà? Le agenzie governative, il popolo e la Federal Reserve. Non verranno mai rimborsati. Il Grande Default li spazzerà via.

La politica nei prossimi due decenni sarà quella di spartire il bottino. È sempre stato così, ma quando tutti i bilanci non governativi del governo federale non potranno più essere finanziati, alcuni di essi saranno tagliati. La domanda è questa: "Quali finanziamenti saranno tagliati?" Sono fiducioso che non saranno i bilanci di previdenza sociale, Medicaid e Medicare. Eppure questi sono i mostri fiscali.

Ecco cosa non ho mai detto prima, ma sono finalmente pronto a dirlo: lo stato sociale federale è il nostro amico a medio termine.

Dove preferirei vedere i soldi? Voglio vederli andare al Pentagono? No. Voglio vederli andare allo stato amministrativo? No. Credo che esista un modo per chiudere il governo federale? No. Mi piacerebbe vedere che il governo federale vada in default per il debito? Sì, ma non credo che sia politicamente concepibile nei prossimi due decenni.

Allora da dove arriveranno i soldi? Nessuno è disposto a porre questa domanda in pubblico, almeno per quanto riguarda i politici nazionali.

Molte vacche sacre verranno massacrate prima del 2030. Continueranno ad essere massacrate dopo i 30 anni.

Lo stato amministrativo è il grande nemico della civiltà occidentale. In tutto l'Occidente sarà ridotto come conseguenza dell'inarrestabile espansione della spesa sociale per il blocco di voto dei vecchi.

Il mio interesse per me stesso viene prima, la maggior parte delle persone la pensa così. Preferirei che la mia generazione succhiasse i soldi del 95% del governo federale piuttosto che lasciarlo crescere. Dico questo: viva i baby boomer. Metteranno le mani su una percentuale crescente del bilancio federale. Sì, questo è saccheggio, ma qualcuno saccheggerà il Tesoro USA. È meglio lasciare che i vecchi prendano il bottino piuttosto che lasciarlo allo stato amministrativo e al Pentagono.

La spesa non discrezionale sarà il campo di battaglia politico entro il 2025. Non so come si allineeranno le forze sul campo di battaglia, ma so questo: sarà una battaglia con tre schieramenti. Il Pentagono, lo stato amministrativo ed i vecchi si appelleranno al popolo per una maggiore quota della torta.

Il popolo non comprende lo stato amministrativo. Sarà difficile per le varie burocrazie fare appello ai blocchi di voto. I loro blocchi di voto sono troppo piccoli. Non esiste un blocco di voto per il diritto amministrativo. Ci sono solo sostenitori di tipi specifici di regolamentazioni. In genere, è facile prendersi gioco dei burocrati.

Gli elettori sono generalmente zelanti nei confronti del Pentagono. Di sicuro il movimento conservatore lo è.

La mia ipotesi è che i tagli cominceranno in questi dipartimenti: interno, agricoltura, commercio, lavoro, salute, sviluppo urbano, giustizia, trasporti, energia, istruzione, tutela dell'ambiente, piccole imprese e Nazioni Unite.

Sono sicuro di questo: i vecchi si prenderanno una percentuale crescente della torta. La battaglia tra il Pentagono e lo stato amministrativo può andare in entrambi i modi. I conservatori spalleggeranno il Pentagono. I democratici probabilmente spalleggeranno lo stato amministrativo. Uno o l'altro dovrà cedere una parte del suo bilancio all'altro, ma entrambi si arrenderanno ai vecchi.

Quando i nodi verranno al pettine, gli elettori preferiranno vedere i soldi andare ai loro genitori piuttosto che al Pentagono. Se le cose andranno così, ci sarà almeno una possibilità che i loro genitori non andranno a vivere con loro.

Anzi, voglio andare oltre. In una crisi, gli elettori preferirebbero che i loro genitori si trasferissero con loro mentre ricevono ancora gli assegni federali.

Da 40 anni sostengo che ci sarà uno scontro politico tra le generazioni: i pensionati contro i lavoratori. Quel giorno arriverà. Ma prima di allora, ci sarà una grande alleanza politica: gli adulti in età da lavoro che non vogliono che i loro genitori si trasferiscano, oltre ai pensionati che non vogliono trasferirsi. Sarà un'alleanza inarrestabile.

Gli elettori saranno disposti a tagliare i soldi che vanno all'impero americano attraverso il Pentagono se questo è ciò che serve per continuare a far andare soldi ai vecchi. Ci sarà un accordo politico tra le generazioni su questo tema. I generali vedranno ridursi i loro bilanci, così anche gli ammiragli ed i burocrati che regolano l'economia americana.

Lyndon Johnson cercò di finanziare militari e cibo. Chiunque sarà Presidente nel 2021 dovrà prendere una decisione: militari o vecchi?



CONCLUSIONE

Credo che le idee abbiano conseguenze. Credo anche che il denaro parli. Penso che le idee abbiano conseguenze dopo che è chiaro chi abbia i soldi. A quel punto, qualcuno farebbe meglio ad essere persuasivo.

Penso che le questioni politiche fondamentali siano fiscali. In altre parole, credo che abbiano a che fare con i soldi. Porteranno a battaglie politiche.

A un certo punto, il governo federale non sarà in grado di sostenere i vecchi. Avrà già decimato il Pentagono e lo stato amministrativo. A questo punto, le idee cominceranno realmente ad avere conseguenze. Lo stato amministrativo sarà l'ombra di quello che è oggi. Lo stato sociale federale sarà imploso, ma questo accadrà a fasi. Il bilancio dei vecchietti sarà l'ultima grande fetta della torta.

Spero che nel periodo di transizione, che potrebbe durare oltre un decennio, il movimento conservatore e il movimento attivista cristiano inizieranno a risolvere le questioni tra centralismo e decentramento. In altre parole, spero che i conservatori ed i cristiani ritornino ad una prospettiva socio-politica prevalsa prima del 1787. Non possiamo mai tornare del tutto indietro. La storia si muove in avanti, ma ci sono principi che sopravvivono nel tempo. Gli anti-federalisti lo avevano capito proprio nel 1787. La battaglia per spartire il bottino a Washington esporrà l'accordo costituzionale come un esperimento profondamente sbagliato. Gli americani dovranno riconsiderare il rapporto tra Washington ed i governi locali. È stato un treno unidirezionale per la centralizzazione sin dal 1788. È esattamente ciò che gli anti-federalisti hanno predetto.

Questo treno deraglierà entro il 2050. Non sarò vivo per vederlo. Spero che lo vedrete voi.

Nel 2050 i conservatori ed i cristiani avranno una sorta di concezione filosofica, fondata sul piano morale, per giustificare il ripristino del potere politico decentrato? Il jeffersonianismo non ha avuto successo nella resistenza al cosiddetto hamiltonianismo. Il madisonismo non è riuscito ad equilibrare le cose.

Le idee hanno conseguenze, ma non è chiaro chi avrà le idee. Penso che per almeno un decennio la questione del decentramento sarà una delle questioni politiche fondamentali in America. Quando gli assegni di Washington smetteranno d'arrivare, perché i soldi andranno ai vecchi, gli accademici americani, gli intellettuali, i teorici sociali, i redattori di siti web e persino una manciata di pastori dovranno affrontare la realtà fiscale e politica di cui nessuno sta parlando oggi.

Il denaro parla, la gente ascolta, le persone pensano. Hanno idee nuove, quindi le idee hanno conseguenze.

Le idee dominanti di oggi non daranno forma a ciò che accadrà nei prossimi 35 anni, il denaro lo farà. Anzi, lo farà l'assenza del denaro. La battaglia sui bilanci non discrezionali lo farà.

Questa è la grande opportunità di oggi. È giunto il momento affinché i pensatori seri inizino a pensare seriamente ad un mondo in cui i bilanci non discrezionali di tutti i governi nazionali occidentali debbano essere riallocati per soddisfare le crescenti esigenze dei pensionati.

Il risultato di questo processo di bilancio e il ripensamento di questo processo rimodelleranno la società in tutto il mondo tra il 2050 e il 2100.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/