giovedì 23 novembre 2017

Un credo sempre a portata di mano: .357, .45 e le glock





di Gary North


Per quanto riguarda l'assassinio di massa nella chiesa del Texas, il presidente Trump aveva ragione: era un bene che qualcuno avesse una pistola.

Qualcuno fuori dalla chiesa aveva un fucile. Sapeva come usarlo. Le autorità locali saranno dispensate dal costo di tenere prigioniero l'assassino. Non ci sarà alcuna carcerazione a vita, nessuna possibilità di appello e nessun ribaltamento di tale sentenza da parte di una commissione per la libertà condizionale. L'assassino è stato trasferito alla Corte Suprema. Sono certo che sia stato giudicato e condannato. Non ci sarà alcun appello. Non ci sarà alcuna libertà vigilata.

Tuttavia. . . .

Se ogni uomo di quella chiesa avesse avuto un'arma, meno persone sarebbero morte.

Se ogni donna di quella chiesa avesse avuto un'arma, ancor meno persone sarebbero morte.

È comune per la maggior parte delle chiese avere una persona che dà il benvenuto alla porta. La mia chiesa ne ha due. Se entrambi avessero una pistola domenica prossima, mi sentirei sollevato. Due persone che danno il benvenuto, due pistole. Questo comportamento sarebbe coerente con quello che Gesù ha insegnato:

Poi disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine». Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli rispose «Basta!». (Luca 22: 35-38).

Preferirei nuove persone che danno il benvenuto. Dovrebbero essere alte almeno sei piedi e pesare 220 libbre.

Lo so, lo so: questo sarebbe considerato estremismo. Ma ad un certo punto, se le cose continuano così come sono continuate finora, questo non sarà più considerato estremismo.

Una volta tutto ciò era comune nell'ovest degli Stati Uniti. Un buon libro su questo argomento è quello di Ross Phares, Bible in Pocket, Gun in Hand: The Story of Frontier Religion (1971).

Suppongo di guardare un po' troppo avanti nel futuro, ma se ci saranno altri 40 o 50 massacri nelle chiese fondamentaliste, gli atteggiamenti cambieranno.

Portare un'arma non sarà mai accettato nelle chiese teologicamente liberal. Quello che seminano, raccolgono. Una politica di "nessuna resistenza attiva qui", non è un buon modo per evitare il terrorismo. C'è una strategia fondamentale per prevenire la criminalità: rendere più difficile per il criminale commettere il suo crimine contro di voi rispetto a qualcun altro. Questa è un'applicazione di una delle leggi più importanti nell'economia: quando il prezzo di qualcosa aumenta, meno ne sarà richiesto.

Credo che sia una buona politica per le chiese credenti nella Bibbia adottare un metodo che all'ingresso delle chiese dica chiaramente ai terroristi: "Ti conviene andare in una chiesa liberal".



"LA PACE, LA PACE, QUANDO NON C'È PACE"

Una chiesa dovrebbe essere un luogo di pace. Tutti sono d'accordo su questo punto. Anche una nazione dovrebbe essere un luogo di pace. Molte persone sono d'accordo. Ma solo i pacifisti ritengono che lo stato debba essere disarmato.

Perché qualcuno crede che la chiesa debba essere disarmata? Perché lo stato dovrebbe avere un monopolio sulla difesa armata contro i criminali? Perché non crediamo nell'arresto da parte dei cittadini? Un tempo ci credevamo, ma ora non più. Perché quelle persone timorate di Dio non credono che sia legittimo essere armati?

Nei circoli liberal, è comune la prospettiva di un'abolizione delle armi da fuoco in sintonia con l'Europa occidentale. I liberal vogliono rendere gli americani timorati dello stato, senza che essi mettano in discussione i suoi interventi nella loro vita, così come già accade coi cittadini dell'Europa occidentale. Questa prospettiva non predomina negli Stati Uniti, non in teoria almeno, ma è prevalente nella pratica. La maggior parte delle persone crede nel principio del secondo emendamento, ma la maggior parte delle persone è raro che sia armata. Molte persone credono veramente che lo stato possa difenderle contro i terroristi. Su questo presupposto, dal 2011 gli americani hanno consegnato la loro libertà al governo federale. Ecco perché è avvenuto il massacro nel Texas.

Alle parole debbono seguire i fatti. Se crediamo in cittadini armati, dovremmo essere cittadini armati. Dobbiamo praticare ciò che predichiamo, ma è difficile rompere con la nostra cultura. Essa è schizofrenica riguardo il principio generale di una cittadinanza armata.

Gli americani sono sempre stati armati. Ciò risale all'era della rivoluzione americana. L'unico storico americano che ha scritto un libro dicendo il contrario, e che ha vinto il premio più prestigioso della storia accademica americana, il premio Bancroft, è stato smascherato: l'autore ha falsificato le sue prove. È stato licenziato dall'Università di Emory. Il premio Bancroft gli è stato revocato, la prima volta che accadeva una cosa del genere. Ha messo nel sacco gli accademici con la cattedra. Non ha messo nel sacco gli studiosi non universitari che credono nel secondo emendamento e che sentivano puzza di bruciato quando hanno letto il suo libro. Lo hanno colto con le mani nel sacco. Inizialmente aveva difensori accademici, ma presto sono tutti scomparsi.

Essere armati è un'antica tradizione americana. Deve essere riportata in auge.



LA TEOLOGIA DELL'AUTODIFESA

Mio padre era nell'FBI. Quando diventò cristiano, iniziò a preoccuparsi del fatto che dovesse sparare ad un criminale che minacciasse di fare violenza. Il suo pastore, il primo pastore del Presbiterio settentrionale ad essere spretato per ortodossia -- senza un processo (1933) -- aveva una pronta risposta: "Spara, alla fine andrà lo stesso all'inferno".

Quando qualcuno minaccia violenza contro di voi, è legittimo trasferire il suo caso ad un luogo superiore. Speditelo ad un giudice superiore.

Ricordate questa regola: non ci sarà alcun patteggiamento nel giorno di giudizio.



CONCLUSIONE

Qual è la mia opinione sulle .357, .45, o le glock?

Credo nella diversità. Credo nella libertà di scelta. Credo nella divisione del lavoro e nella specializzazione.

Tuttavia sono della vecchia guardia. Favorisco le .45 ACP. Sono stato addestrato dal Col. Jeff Cooper. Lui ed io eravamo compagni di classe alla scuola di specializzazione. Mi ha insegnato come agire: due al petto, uno alla testa, tre secondi.

Credo che le persone dovrebbero seguire un corso di formazione sulla sicurezza delle armi. Ogni volta che pensate alla "sicurezza delle armi", pensate a questo: due al petto, uno alla testa, tre secondi.

Quello che è sicuro per voi, è pericoloso per il vostro aggressore.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 22 novembre 2017

Il Deep State ha la precedenza





di Bill Bonner


POITOU, FRANCIA – Donald Trump, presidente di tutti gli americani, ha detto di recente che il suo Paese avrebbe speso più sangue e denaro cercando di forzare gli afghani a fare quello che vuole che facciano, qualunque cosa sia.

E così... una coltre oscura ha coperto la terra.

Da Sioux City a Savannah... un'ombra s'è frapposta tra la Terra e il sole.

Sono stati segnalati eventi strani. È nato un vitello con due teste a Des Moines. Sono fioriti alberi di melograni a Manhattan.

La gente aveva paura.

In nessun posto l'oscurità era più profonda nella capitale della nazione. Là, nessuna luce brillava. Nessun sfarfallio luminoso di consapevolezza... osservazione... apprendimento.

Donald J. Trump aveva promesso di accendere una candela, ma non si vedeva da nessuna parte.

Cinque anni fa, disse: "Ron Paul ha ragione". L'avventura afghana era uno "spreco dei nostri soldi". Era un "disastro totale".

Chiese: "Cosa ci facciamo lì? Quelle persone ci odiano". Poi, un anno dopo, disse:" Dobbiamo lasciare immediatamente l'Afghanistan".

E nella sua campagna elettorale aveva offerto qualcosa di meglio: "L'America prima di tutto". Invece di tentare, inutilmente, di costruire un Paese migliore nell'Hindu Kush, avrebbe cercato di costruire un paese migliore in patria!

Niente più guerre inutili. Niente più regolamenti stringenti. Niente più affari sconvenienti con il resto del mondo.

Anche dalla bocca di Donald Trump queste promesse sembravano buone, abbastanza buone per essere eletto.

Innanzitutto crediamo che la democrazia, come praticata in un grande impero degenerato, sia in gran parte un'illusione. Votare è uno spreco di tempo.

In secondo luogo, abbiamo pensato che il Deep State – i pochi insider che realmente governano la macchina statale – aveva già fatto la pace con Trump, o l'avrebbe fatta poco dopo le elezioni.

In terzo luogo, abbiamo identificato una causa principale del malessere economico americano (così come molti dei suoi altri problemi): il sistema monetario fasullo, il quale incoraggia l'accumulo di debito e arricchisce Wall Street, riducendo la produzione reale e la ricchezza di Main Street.

In quarto luogo, questo sistema monetario fasullo è la fonte di finanziamento del Deep State. Non può rinunciarvi, non importa chi sia presidente. Finché questo sistema rimane in piedi, il Deep  State continuerà a crescere – leggi, regolamentazioni, illusioni.

In quinto luogo, non si può costruire un'economia decente su denaro fasullo, debito e accordi win-lose. Ogni giorno che passa viene aggiunto più debito, più complessità e un'allocazione più errata delle risorse. Presto o tardi, l'intera struttura salterà in aria.

Poche ore dopo l'uscita dei risultati ​​lo scorso novembre, la nostra opinione sembrava fondamentalmente giusta. Il nuovo presidente s'è circondato dei due rami più importanti del Deep State – i Pistoleri (che rappresentano il settore militare/industriale) e i Bancari (che rappresentano Goldman Sachs e Wall Street).

Ovviamente era stato raggiunto un accordo – o tacitamente riconosciuto. Wall Street e il Pentagono – "i miei generali" – erano già parte della squadra. Con loro ai posti di comando, Trump poteva essere Trump senza temere di disturbare i privilegi e la posizione del Deep State.

"No... cambierà le cose", protestavano alcuni lettori. "È la nostra unica speranza...". "Dategli tempo".

Ma il tempo e il denaro si stanno esaurendo.

Sotto pressione dei generali, Donald Trump ha abbandonato la promessa di una politica estera in cui l'America avrebbe avuto la precedenza. Gli Stati Uniti hanno perso 2,350 soldati in Afghanistan... e hanno speso un migliaio di miliardi di dollari.

E ora vi saranno riversate più risorse a supporto, in modo che la più lunga e inutile guerra nella storia degli Stati Uniti possa continuare. Trump stesso potrebbe essere a favore del cambiamento, ma la politica estera statunitense sotto la sua amministrazione è la stessa di quella dell'amministrazione Barack Obama.

Favorisce le industrie militari del Deep State – come ha fatto negli ultimi 17 anni.

Non c'è stata alcuna modifica all'Obamacare... o ad alcun altro programma federale significativo. Anche i programmi del Deep State (pensioni, istruzione, sanità) che trasferiscono le briciole agli zombie rimangono in vigore.

Ma mentre Trump e i media si concentrano sui monumenti confederati... sulla Russia... sulla Corea del Nord... sui transessuali... e le crisi naturali, l'orologio sta ticchettando.

I federali hanno solo soldi sufficienti per circa sei settimane di operazioni. Poi si scontreranno contro l'attuale tetto del debito.

Il Deep State deve alzare il tetto del debito per continuare a far scorrere il denaro fasullo, ma tale rialzo non sarà facile.

I repubblicani conservatori vogliono sapere: "Con il debito nazionale già a $30,000 miliardi, dove pensiamo di andare?"

"Acconsentiamo ad alzare il tetto del debito", dicono i democratici liberal, "ma solo se non modificate l'Obamacare".

"Ehi, e quel ponte nel mio distretto?" chiede l'indipendente.

E così, l'oscurità si diffonde...

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 21 novembre 2017

La blockchain sta rendendo più produttiva la società





di Vivek Singh


La crescita della produttività è alimentata dall'innovazione tecnologica. Oggi è al punto più basso sin dai primi anni del '900. La blockchain è la tecnologia che molto probabilmente nei prossimi decenni spingerà in avanti la produttività del nostro mondo.

La fine del XIX secolo ci ha portato l'elettricità, il motore a combustione interna, i prodotti chimici e le telecomunicazioni. Queste invenzioni hanno posto le basi per "l'età dell'oro della produttività" negli Stati Uniti — nel dopoguerra dal 1948 al 1973. La fine degli anni '60 ha visto anche i semi della rivoluzione informatica, con invenzioni come il database e il personal computer. Internet ha completato il quadro nel 1989.

Tuttavia i guadagni in produttività non sono ancora stati completamente realizzati. Infatti questo ciclo economico ha visto la produttività più bassa sin dal periodo del dopoguerra nel 1948. Questo basso tasso significa una lotta costante per aumentare l'output prodotto per ogni ora di lavoro. Significa che le nostre aziende, il governo e le persone devono accontentarsi di sbarcare il lunario.




La blockchain ha il potenziale per avere un impatto estensivo sulla crescita della produttività per le società sviluppate e in via di sviluppo. Ci sono numerose caratteristiche fondamentali della blockchain che la rendono possibile.

Il mondo della tecnologia deve ancora raggiungere il suo pieno potenziale. I dati si accumulano sui server aziendali, incapaci di comunicare con i dati raccolti dalla realtà. Inviare una email in tutto il mondo praticamente non ha costi; tuttavia l'invio di un solo dollaro è complicato. I nostri sistemi sono chiusi al controllo esterno.

La nota dolente è proprio lo spostamento di denaro. Anche nella società sviluppata di oggi, spostare denaro dal punto A al punto B richiede tempo — tre giorni lavorativi se siete fortunati. Fatturare per i clienti, pagare i dipendenti e inviare pagamenti ai fornitori richiede l'invio di denaro tramite una banca — dopo di che arriva in un numero sconosciuto di mani prima di raggiungere la destinazione finale.

I nostri soldi viaggiano lentamente. Nel mondo in via di sviluppo le condizioni sono peggiori. Le nostre aziende non sono in grado di comunicare efficacemente i dati, all'interno o all'esterno. Il nostro sistema politico soffre di disinformazione e diffidenza — non aiutato dal sistema di voto.





Bitcoin si basa su decenni di ricerca in crittografia, informatica, economia e sistemi distribuiti. Ha completamente trasformato il modo in cui pensiamo allo spostamento del denaro. Tasse elevate sulle transazioni da parte degli intermediari potrebbero diventare una cosa del passato, analogamente a come l'email ha ridotto il costo d'invio di informazioni in tutto il mondo rispetto a 30 anni fa.

Otto anni dopo il white paper, è diventato chiaro che bitcoin è solo l'inizio. La blockchain che supporta bitcoin, introdotta per la prima volta nel white paper, è l'innovazione più importante.

Una blockchain è "un registro aperto e distribuito che consente di registrare in modo efficiente e permanente le transazioni tra due parti". La blockchain si assicura che sia convalidata ogni transazione in una banca dati condivisa, e successivamente sia completamente resistente ad un qualsiasi cambiamento.

La blockchain è ciò che permette di esistere alle valute digitali come bitcoin ed ethereum. Sono possibili anche blockchain private ​​all'interno di un'impresa — e oggi alcune aziende le stanno sperimentando.





La blockchain consente fondamentalmente ad individui sconosciuti di affidarsi l'un l'altro senza la necessità di intermediari. In tal modo la blockchain aiuta a ridurre il numero di input necessari per ottenere lo stesso output e aumenta la produttività.

Questo registro pubblico sbloccherà una serie di opportunità che cambieranno il modo in cui operano la società e le imprese. I guadagni in produttività stanno già portando i loro frutti nell'economia della blockchain.





Se prendeste una macchina del tempo dal 1200 al 1700 per vedere come è cambiata l'Inghilterra, sareste testimoni di pochi cambiamenti nelle tecnologie utilizzate e nelle cose da fare. Dal sito Our World in Data:

I redditi sono rimasti pressoché invariati nel corso di diversi secoli rispetto al loro incremento visto negli ultimi due secoli. Anche la vita cambiò poco. Quello che la gente usava come riparo, cibo, abbigliamento, alimentazione energetica, è rimasto molto simile per un periodo di tempo molto lungo. Quasi tutto quello che le persone ordinarie utilizzavano e consumavano nel XVII secolo sarebbe stato molto familiare a quelle persone che vissero mille o addirittura un paio di migliaia di anni prima.

La crescita della produttività è rimasta stagnante, ma solo 150 anni dopo, ci sarebbero stati guadagni esponenziali nella produttività. Perché?




I progressi tecnologici nelle seguenti aree hanno guidato la carica:

Prima Rivoluzione Industriale


Risultati: la società è uscita dalla trappola malthusiana, l'aspettativa di vita è aumentata di 10 anni (negli Stati Uniti), i costi alimentari sono diminuiti, il reddito della popolazione e il reddito pro capite sono aumentati contemporaneamente per la prima volta nella storia.

Seconda rivoluzione industriale


Risultati: il periodo di maggiore crescita economica nella storia mondiale. Gli standard di vita sono aumentati, i prezzi delle merci sono scesi drasticamente. Grandi gruppi di persone sono rimasti disoccupati, in quanto macchine e fabbriche hanno reso obsoleti i loro lavori.

Alla fine di questo turbinio di innovazioni, la maggior parte del mondo sarebbe stato irriconoscibile anche ai nostri antenati più recenti. I guadagni nella produttività sono giunti da migliorie nella tecnologia. La rivoluzione industriale è stata inoltre correlata con il miglioramento dell'aspettativa di vita, della qualità della vita e del benessere umano in tutti i campi.

Un indicatore primario della salute di una società è quanti input essa utilizza per creare l'output. Quest'ultimo dovrebbe a) servire la comunità e b) inondare di prosperità imprese e, soprattutto, le persone.

Negli ultimi decenni la maggior parte dei guadagni nella produttività sono derivati dal settore informatico. La blockchain ha il potenziale per continuare a guidare la produttività delle aziende e della società — basandosi sulle innovazioni degli ultimi decenni.

La rivoluzione informatica è iniziata circa 50 anni fa — appoggiandosi direttamente alle innovazioni dell'elettrificazione e delle telecomunicazioni. Da questo punto in poi, i guadagni nella produttività delle società del primo mondo sono stati in gran parte guidati da miglioramenti nel mondo dell'informatica.

Le grandi vittorie iniziali per la comunità sono state il database e il personal computer, due innovazioni che hanno simultaneamente modellato il modo in cui la maggior parte degli esseri umani opera nel mondo di oggi.

Tuttavia la modellazione reale non è stata possibile fino al 1990, quando il World Wide Web ha portato la capacità di collegare i computer mondiali in un sistema di macchine interoperabili. Da un punto di vista produttivo, i guadagni associati a ciascuna di queste tecnologie hanno guidato la maggior parte della nostra crescita fin dagli anni '80.

Oggi il nostro mondo è più informato che mai. Solo il 3-8% (a seconda delle fonti) dell'offerta di moneta mondiale è in forma fisica; il resto è digitale. La blockchain mira a migliorare il modo in cui circola il 90%+ della ricchezza e dell'informazione del mondo. Cerchiamo di individuare le sfaccettature specifiche della blockchain che molto probabilmente diverranno gli elementi motore della produttività futura.

La blockchain è letteralmente una catena di blocchi che ospitano informazioni visibili a tutti ed inalterabili. Come? Per saperne di più qui ecco i casi di utilizzo di oggi:

Gestione del patrimonio: monitorare gli asset fisici è molto importante per aziende e governi. Per le aziende una migliore gestione degli asset può portare ad un'efficienza operativa superiore. Per i governi, aiutare la popolazione a monitorare i loro beni (titoli di proprietà, registrazione del suolo).

Un'identità globale e digitale: una delle applicazioni di questa tecnologia è "un'identità globale", la quale permette di tracciare l'identità digitale completa di un individuo. Ciò creerebbe a sua volta le basi per l'interazione tra individui ed aziende. Questo potrebbe avvenire all'interno di un'organizzazione, o pubblicamente condiviso con il mondo.

La "proprietà" dei dati: si sposta dalle aziende che la raccolgono alle persone che la condividono col mondo. Questa libertà cambia il modo in cui tali dati possono interagire all'interno della società e nel mondo.

Costi delle transazioni quasi pari a zero: un guadagno fondamentale nell'utilizzo della blockchain come meccanismo di fiducia è che i costi delle transazioni sono minori per spostare denaro da un luogo all'altro. Sia attraverso banche, o attraverso le frontiere, la blockchain permette lo spostamento del denaro con il clic di un pulsante.

Globalizzazione del denaro: inviare denaro da Paese a Paese (da valuta a valuta) sarà più facile che mai. La riduzione dei costi delle transazioni comporta un maggiore incentivo economico ad interagire con le controparti globali.

Smart contract: sono essenzialmente codici intesi a facilitare, verificare o far rispettare le prestazioni di un contratto. Questi contratti ora possono essere gestiti tramite la blockchain — in particolare Ethereum.

Oggi gli smart contract possono essere il meccanismo per consentire una migliore comunicazione e un miglior coordinamento tra le imprese. Come SMTP una volta consentiva a server separati di posta elettronica d'inviare email tra di loro, forse un utente di Facebook potrebbe pagare un utente di LinkedIn nonostante operino su piattaforme diverse. In tutto il panorama industriale stanno spuntando vari casi d'uso.


Conclusioni e raccomandazioni

La tecnologia che sta alla base della blockchain sta crescendo rapidamente da una parte e lentamente dall'altra. Stiamo ancora all'inizio di una tecnologia creata per avere grandi impatti. Affinché si sedimenti, i governi, le imprese e gli imprenditori hanno tutti un ruolo da ricoprire.

  1. I governi devono prendere in considerazione attentamente la regolamentazione della blockchain per sostenere in modo sicuro tecnologie innovative;
  2. Le imprese esistenti dovrebbero considerare i modi in cui la blockchain può avere nell'immediato un impatto sul loro business e considerare come modellerà il loro futuro;
  3. Nuove entità, avulse dai limiti della governance passata, dovrebbero considerare quali aspetti della blockchain da incorporare immediatamente nel loro business.

Oggi la via da seguire è segnata: fare esperimenti con la blockchain affinché si possa impostare la propria attività, aprire nuovi modi di creare valore e consentire una distribuzione più produttiva del capitale. La natura collaborativa della blockchain ha il potenziale per migliorare la nostra produttività in tutto il mondo. Quanto — e quanto presto — dipende da noi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 20 novembre 2017

Il “pump priming” non creerà ricchezza

L'articolo di oggi è una critica diretta alle parole di Trump secondo cui il suo asso nella manica sarebbe il pump priming, affermando addirittura che tale metafora sia stata coniata da lui come modo per rilanciare l'economia statunitense. Peccato che questa idea bislacca sia in circolo sin dagli anni '30. Che sia creazione di denaro ex novo o prestiti, lo stato spende i soldi che incamera sempre allo stesso modo: cattedrali nel deserto, investimenti improduttivi, sprechi. Le risorse scarse vengono tolte da usi potenzialmente produttivi ed incanalate in usi improduttivi, e tutto quello che ci ritroviamo è un bond statale. La BCE adesso possiede attivi per un ammontare superiore ai €4,000 miliardi, rendendola il primo istituto nel mondo per quantità posseduta di debito impagabile. Ma non scordiamoci la stessa FED e la BOJ, per un totale che va oltre i $12,000 miliardi. In questa folle corsa verso la bancarotta i mutuatari vincono e i creditori (risparmiatori) perdono. Peccato per i pianificatori monetari centrali, però, che il progresso economico reale dipenda dal risparmio e non dalla spesa; esso fornisce il capitale per le industrie, le attrezzature, i servizi, i lavori, gli edifici, ecc. Abbassando i tassi d'interesse reali, i pianificatori monetari centrali hanno scoraggiato il risparmio, e l'economia reale nel suo complesso ha rallentato. Ma la vagonata di nuovo denaro creato dalle banche centrali ha invaso il settore finanziario e lì è stato confinato principalmente, facendo impazzire il mercato azionario. In questo contesto la FED sta provando timidamente ad invertire la sua posizione. Non lo farà, almeno non per molto, perché chi di pump priming ferisce, di pump priming perisce. Perché? Immaginate se i pianificatori monetari centrali spingano affinché gli investitori comprino i bond piuttosto che le azioni. Cosa succederà? Il rubinetto monetario si chiude e l'acqua si prosciuga in un gorgo nel buco del lavandino. Tutti temono questo scenario, soprattutto le banche centrali che hanno creato e alimentato questo caos.
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di Frank Shostak


Una volta che un'economia cade in recessione, molti commentatori tendono ad esprimere preoccupazione poiché, a causa del crollo economico, risultano inutilizzati capitali e manodopera. Le risorse economiche che potrebbero essere utilizzate diventano disoccupate. Si ritiene che il fattore chiave di questo problema sia una domanda insufficiente per beni e servizi.

Di conseguenza suddetti commentatori ritengono che sia necessario un aumento della domanda complessiva nell'economia.

Con una domanda più forte le risorse inattive possono essere utilizzate nuovamente. Raccomandano pertanto che la banca centrale adotti una posizione monetaria molto allentata al fine di rafforzare la domanda complessiva di beni e servizi.

Tutto ciò sembra abbastanza semplice: aumentare le spese per beni e servizi e questo a sua volta, grazie al famoso moltiplicatore keynesiano, rafforzerà la produzione complessiva dell'economia.

Questo modo di pensare è stato sintetizzato da Ludwig von Mises:

Qui, dicono, ci sono industrie e aziende la cui capacità di produrre o non è utilizzata affatto o non è nella loro piena portata. Qui ci sono mucchi di materie prime invendibili e orde di disoccupati. Ma qui ci sono anche masse di persone che sarebbero fortunate se solo potessero soddisfare le proprie esigenze. Tutto ciò che manca è il credito. Il credito supplementare consentirebbe agli imprenditori di riprendere o ampliare la produzione. I disoccupati troverebbero nuovi posti di lavoro e potrebbero acquistare i prodotti. Questo ragionamento sembra plausibile, tuttavia pur sempre sbagliato.[1]

Quello che trascurano quei commentatori che sostengono il pompaggio monetario per assorbire le risorse inutilizzate, è il fatto che queste risorse sono diventate inattive a causa del boom precedente causato dalla precedente politica monetaria allentata della banca centrale.

Come risultato della precedente posizione monetaria allentata, sono emerse varie attività non produttive o "bolle". Queste attività si sono affermate grazie alla persistenza di suddetta politica monetaria allentata, il che porta alla deviazione di ricchezza reale dalle mani dei creatori di ricchezza in quelle di attività in bolla.

Un atteggiamento monetario più ristretto da parte della banca centrale interrompe questa deviazione, riducendo così il numero di attività in bolla e rafforzando in ultima analisi il processo di creazione di ricchezza. Tale posizione, tuttavia, non può annullare l'allocazione errata delle risorse avvenuta a seguito della precedente posizione monetaria allentata. Il danno che è stato creato non può essere annullato nel breve termine. Una volta che il processo di creazione di ricchezza guadagna slancio, l'espansione del bacino della ricchezza reale consente l'assorbimento di varie risorse inattive.

Secondo Mises:

Dal crollo del boom c'è solo un modo di tornare ad uno stato di cose in cui l'accumulazione progressiva di capitale garantisce un costante miglioramento del benessere materiale: il nuovo risparmio deve accumulare i beni di capitale necessari per armonizzare tutti i rami della produzione. Bisogna fornire i beni di capitale in quei rami che sono stati trascurati nel boom. I saggi salariali devono scendere; le persone devono limitare temporaneamente il loro consumo fino a ripristinare il capitale sprecato dai mal investimenti. Coloro che non amano le difficoltà del periodo di adeguamento, devono astenersi nel tempo dall'assecondare l'espansione del credito.[2]

Inoltre, afferma Mises:

Se le merci non possono essere vendute ed i lavoratori non possono trovare posti di lavoro, la ragione può essere solo che i prezzi ed i salari richiesti sono troppo alti. Chi vuole vendere le sue scorte o la sua capacità di lavorare deve ridurre la sua domanda fino a quando non trova un acquirente. Tale è la legge del mercato. Tale è l'organizzazione attraverso la quale il mercato dirige le attività di ogni individuo in quelle linee in cui possono contribuire al meglio alla soddisfazione dei desideri dei consumatori.[3]

I commentatori hanno ragione nel credere che ciò che impedisce l'espansione della produzione e l'utilizzo di risorse inattive, è la mancanza di credito. C'è però la necessità di sottolineare che quel tipo di credito che manca è di natura produttiva, quello che è pienamente sostenuto da ricchezza reale. Il fatto che questo tipo di credito sia scarso è il risultato di precedenti episodi di espansione monetaria da parte della banca centrale, i quali hanno portato alla deviazione di ricchezza reale da coloro che la creano a coloro che la sprecano.

Quello che invoca la maggior parte dei commentatori è un'espansione del credito "dal nulla", o tramite iniezioni monetarie dirette oppure tramite interventi nei mercati monetari per mantenere un tasso d'interesse più basso. Tali commentatori invocano un'espansione del credito non coperta dalla ricchezza reale.

L'espansione di credito scoperto non solo non può rilanciare l'economia, ma, al contrario, mette in moto un ulteriore indebolimento del processo di creazione di ricchezza.

Qualsiasi tentativo di "rilanciare" l'attività economica attraverso una politica monetaria allentata, farà ripartire la deviazione della ricchezza reale da coloro che la creano a coloro che la sprecano, indebolendo così il processo di creazione di ricchezza reale.

Finché il bacino della ricchezza reale è abbastanza grande, questo tipo di politica potrebbe "funzionare" — le politiche della banca centrale sembrano funzionare.

Una volta che suddetto bacino diventa stagnante o diminuisce, la "musica si ferma" e nessuna iniezione di liquidità da parte della banca centrale "funzionerà". Al contrario, una posizione più aggressiva da parte della banca centrale nel tentativo di rilanciare l'economia farà peggiorare le cose.

Si potrebbe sostenere che, a prescindere dal fatto che emergano risorse inutilizzate, il ruolo delle autorità e in particolare della banca centrale sia quello di perseguire politiche che consentano un maggior utilizzo di tali risorse. Tuttavia l'impiego delle risorse richiede un'espansione del bacino della ricchezza reale e a sua volta ciò richiede un aumento dei risparmi reali.

Senza questo aumento non ci saranno mezzi sufficienti per facilitare l'impiego di quelle risorse inattive. Una politica monetaria allentata che mira a stimolare la domanda non farà niente, perché un aumento della domanda non può sostituire i risparmi reali necessari per creare tali risorse.

Alcuni commentatori sono del parere che, attraverso le politiche monetarie allentate della banca centrale, l'economia può decollare da sola, proprio come aggiungere una piccola quantità d'acqua ad una pompa permette all'acqua di essere pompata fuori da un pozzo.

Questa metafora è fuorviante poiché, come abbiamo visto, senza l'espansione dei risparmi reali, non si può verificare l'espansione dell'attività economica.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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Note

[1] Ludwig von Mises, Human Action, 3rd rev. ed. (Chicago: Contemporary Books, 1966), p. 577.

[2] Ibid., p. 578.

[3] Ibid., p. 577.

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venerdì 17 novembre 2017

Non esiste alcuna struttura di produzione per le idee





di Jeffrey A. Tucker


Qual è il rapporto tra idee e cambiamento sociale? È una domanda che ha generato una vasta letteratura e nessun consenso. Questo per una ragione: le idee non sono come la proprietà fisica. Non devono essere razionate, perché non hanno le proprietà che le renderebbero economicamente scarse. La loro distribuzione non segue una struttura di produzione prevedibile, controllabile, rintracciabile. Quello che succede in alcuni tempi, luoghi, e questioni non sembra accadere in altri. È per questo motivo che ogni contributo a questo dibattito sembra in parte aver ragione e in parte aver torto.

Perché è importante? Ciò che crediamo sul rapporto tra le idee ed i loro effetti, ha un'enorme influenza sulle strategie che decidiamo di perseguire. Un movimento ideologico dovrebbe focalizzarsi sul mondo accademico, sull'accesso ai media mainstream, sulle elezioni politiche, sulle coalizioni politiche, sulle lobby, sulle pubblicazioni underground, sull'attivismo, sull'agitazione locale, sulla filantropia globale, o simili? Esiste un modo giusto d'agire o sbagliato?



Rothbard sulla questione strategica

Alla fine degli anni '80, mi sono trovato a dibattere amichevolmente con Murray Rothbard su questioni di strategia. Era uno scambio di lettere private e telefonate. Non riesco a ricordare i dettagli, ma la questione aveva qualcosa a che fare con il modo in cui gestire una rivista ideologica, con l'obiettivo di diffondere un corpo di idee.

Avrebbe dovuto incoraggiare un ampio dibattito, o cercare di avanzare un particolare pensiero? Avrebbe dovuto sostenere esclusivamente un punto di vista, o molti punti di vista tra cui quelli radicali che le pubblicazioni mainstream evitano?

Dopo un po' di tira e molla, Rothbard concluse la nostra corrispondenza con un'osservazione di carattere generale che posso solo parafrasare: non credeva d'avere tutte le risposte giuste sulla questione strategica. Era molto interessato a discutere di più su questo tema ed era felice che se ne parlasse.

Per lui ciò che contava era la strategia, qualunque essa fosse, e a) non doveva essere immorale o basata su una bugia; b) doveva raggiungere il risultato desiderato. Il suo atteggiamento era altamente flessibile sulle questioni strategiche. Aveva le sue preferenze, ma non escludeva altri modi di fare le cose fino a quando non erano immorali o avevano una qualche possibilità di successo.



L'altra strategia è sempre sbagliata

Nel corso dei miei dibattiti ho sempre tenuto a mente la strategia. Le persone possono appassionarsi a questo tema al punto da spingere il loro punto di vista come se esistesse solo quello. Se votate, sbagliate; se non votate, non state aiutando la causa. Se evitate il mondo accademico, non investite nelle idee serie; se siete nel mondo accademico, siete dei venduti. Se non protestate per le strade, non siete disposti a sporcarvi le mani; se protestate per le strade, state contribuendo al problema della plebaglia. E così via. La gente suppone d'avere il modo giusto, ed è l'unico modo.

Se conoscessimo le risposte giuste, e se avessimo visto qualche particolare visione strategica prevalere sulle altre, le cose sarebbero più semplici. Ma raramente abbiamo assistito a tale progresso. Ludwig von Mises si chiedeva nel suo diario privato se i suoi sogni di essere un riformatore l'avessero reso uno "storico del declino." Ho il sospetto che molte persone si sentano così.



E malgrado ciò le idee contano

Eppure, se ci guardiamo intorno oggi, con lo stato ancora in marcia, vediamo una nuova fioritura della libertà. Come misurarla? Basta guardare il numero di organizzazioni libertarie. Sicuramente è meglio guardare al progresso effettivo della libertà stessa. Qui vediamo enormi note positive attraverso le comunicazioni, le opportunità di vita, il declino della violenza, la riduzione della povertà, la globalizzazione della divisione del lavoro, e l'effettiva realizzazione dei diritti universali in più luoghi nel mondo.

Come sta accadendo? L'imprenditoria sta superando la capacità dello stato di regolarla. Sul come e perché l'imprenditoria abbia fatto così tanto e così in fretta, non riesco ad individuare un agente causale. Come ha osservato David Hart: "Essendo il mondo un luogo complesso e disordinato, probabilmente non c'è una strategia che avrà successo in tutti i luoghi e tutti i tempi."

Le implicazioni di questa osservazione sono profonde. Così come non possiamo anticipare la forma emergente delle istituzioni sociali in condizioni di libertà, non possiamo anticipare, e tanto meno pianificare, il modo in cui una qualsiasi idea particolare porterà ad un cambiamento sociale e politico. Pensiamo di saperlo, ma poi, a quanto pare, non è così.

Ad esempio, F. A. Hayek in "The Intellectuals and Socialism" ha osservato che l'idea di un'economia socialista non è nata dai lavoratori e dai contadini. Venne piantata nel flusso della storia dalle élite. Questo in contrasto con le favole raccontate dai socialisti stessi, che hanno immaginato che i lavoratori si sarebbero ribellati, motivati da una coscienza nascente della propria misera condizione.

Questa favola è sbagliata disse Hayek: "Ogni paese che ha sposato il socialismo, la fase dello sviluppo in cui il socialismo diventa un'influenza determinante sulla politica, è stata preceduta da un lungo periodo durante il quale gli ideali socialisti muovevano il pensiero degli intellettuali più attivi".



Il modello è un'illusione

Si potrebbe provare a modellare tutto questo in qualche forma. Gli intellettuali costituiscono l'idea di base. I loro seguaci devono renderla popolare. I media la riportano. Le masse la adottano. Comincia ad influenzare gli attori politici. Essi influenzano gli affari di stato. E così via. Si potrebbe concludere che guardando a questo modello, possiamo notare come tutte le idee cambiano la storia e, di conseguenza, gli investimenti dovrebbero avere la priorità.

Ma c'è bisogno di notare qualcosa di importante qui. Hayek non stava presentando una teoria generale di come le idee influenzano il cambiamento politico. Stava fornendo una ricostruzione storica applicata al caso del socialismo in particolare. In nessun punto afferma che questo modello si applica a 360° o che le idee non possono permeare la società in qualsiasi altro modo.

In realtà dice espressamente il contrario. Descrive il ruolo degli intellettuali nel determinare il corso del cambiamento sociale nel XX secolo come "un fenomeno abbastanza nuovo della storia", non una caratteristica permanente del mondo. Curiosamente ipotizza anche che questo sviluppo è stato "stimolato artificialmente dalla legge del diritto d'autore." (Hayek era contrario a tutte le "proprietà intellettuali", perché si trattava di una limitazione artificiale del processo di mercato.)

In altre parole è lo stato stesso che sembra creare una "struttura di produzione" per le idee. Tale struttura non esiste come caratteristica fissa. Possiamo immaginare le condizioni in base alle quali tutto questo cambierebbe, per esempio, con un impatto ridotto del diritto d'autore e la distribuzione più universale delle idee. In base a ciò, Hayek esprime la sua speranza: "Dobbiamo rendere la costruzione di una società libera un'avventura intellettuale, un atto di coraggio." Non offre alcun "piano centrale" per stendere l'idea giusta, ma solo una richiesta di ispirazione e creatività.



La digitalizzazione fa saltare in aria la struttura

Questo è il motivo per cui ho dei dubbi nell'applicare al mondo delle idee la struttura della produzione, poiché essa appartiene al mondo fisico. È troppo costruttivista e pianificata. Inoltre ci sono ragioni importanti per cui il modello potrebbe essere fondamentalmente errato, soprattutto nell'era digitale. Le idee si muovono attraverso il tempo e lo spazio in un modo che è completamente diverso dal mondo fisico. Il pericolo di una confusione fra queste due diverse sfere può limitare il potere delle idee piuttosto che incentivarle.

Per capire il perché, chiedetevi il motivo dell'esistenza di una struttura della produzione. Le merci devono essere prodotte dalle risorse scarse. Una volta che sono consumate, devono essere prodotte di nuovo. La produzione richiede tempo e deve essere coordinata attraverso molti strati di cooperazione industriale: beni strumentali, beni intermedi e beni di consumo. I segnali quali i prezzi ed i tassi d'interesse aiutano questo processo coordinativo. Il processo è faticoso, ma necessario per superare le privazioni intrinseche dello stato di natura. Esso richiede l'impiego di mezzi scarsi per realizzare desideri senza limiti, e questo processo di produzione deve tenere costantemente conto dell'economia.

Ma qual è il fatto fondamentale che rende queste strutture produttive necessarie? Perché non possiamo solo avere tutte le cose che vogliamo, senza dover costruire questi sistemi complessi intertemporali? Il motivo è la scarsità stessa. Qualora tale condizione non esistesse, potremmo fare a meno delle strutture produttive.

Se fosse possibile fare benzina, avere bistecche e scarpe da ginnastica, e questi beni potessero in qualche modo essere replicati fino all'infinito, l'intera economia della produzione non sarebbe più fondamentale. Non esisterebbe nessuno dei fattori che le danno vita.

Considerate la seguente cosa: le idee non sono scarse in senso economico. Una volta prodotta – e tale produzione può richiedere decenni o solo un istante – un'idea può essere infinitamente riprodotta, proprio come disse Thomas Jefferson sul fuoco stesso. Non si deprezza come la proprietà fisica. Può appartenere ed essere consumata da una persona o miliardi di persone nello stesso istante. Un'idea è anche immortale: le idee prodotte da Platone o Einstein sono disponibili per sempre.

Un'idea è malleabile: può essere cambiata e rimodellata con altre idee da qualsiasi mente, senza disturbare l'integrità di quella originale. Il suo viaggiare tra la popolazione e la storia segue una strada del tutto imprevedibile: libri, passaparola, blog, podcast, segni, sms, voci, pubblicità. Il mondo digitale ha messo le ali allo spostamento delle idee. La loro distribuzione non segue alcun corso; ogni idea diventa parte di una tempesta di idee, fondendosi con tutte le altre idee che esistono. Il loro trionfo finale può prendere un percorso tortuoso che sfida tutte le aspettative.

In economia la prima condizione della necessità è la scarsità. Per questo motivo la differenza tra beni scarsi e non scarsi è fondamentale e assoluta. Un bene o è controllato da qualcuno o no. Inoltre deve essere riprodotto in seguito al consumo o no. Infine si deprezza nella sua integrità fisica o no.

Se indosso le mie scarpe adesso, nessun altro può indossarle. Ma se penso ad un'idea e decido di condividerla col mondo, posso conservare la mia proprietà, permettendo nel contempo la creazione di un numero infinito di copie. In questo senso, le idee eludono tutti i limiti del mondo fisico.



Un'idea che circola non può essere seguita

Un altro esempio: diciamo che io mi trovi in piedi di fronte ad un gruppo di un migliaio di persone. Cedo un oggetto, come un orologio o un bicchiere, ad una persona al primo della fila. Lei lo fa girare tra gli altri. Per me sarebbe possibile tracciare con precisione in qualsiasi punto nel tempo chi ha l'oggetto, che l'ha consegnato a chi e poi vedere nelle mani di chi finisce per ultimo. Segue un percorso tracciabile. Questo percorso può essere osservato.

Ma se mi trovo di fronte allo stesso gruppo, e canto una canzone, parlo di un'idea, o mostro un'immagine, sarebbe impossibile tracciarne il percorso mentre si imprime nella mente delle persone presenti. Il viaggio di un'idea è impossibile da mappare.

Questa è la differenza tra idee e proprietà scarsa. Sono prodotte e distribuite in un modo completamente diverso. Nessuna delle condizioni che permettono l'esistenza della struttura di produzione nel mondo fisico si applica al mondo delle idee. Il loro funzionamento è radicalmente diverso.

Forse è meglio applicare la struttura della produzione al mondo delle idee solo in senso metaforico? Anche in questo caso, tale metafora non è una spiegazione tanto affidabile. Le buone idee possono provenire da qualsiasi luogo. Prendete in considerazione l'abrogazione del proibizionismo dell'alcool negli Stati Uniti. L'idea nacque prima dagli studiosi, poi passò attraverso i media e infine arrivò alla gente comune? Non andò così in realtà. Invece il proibizionismo non fu più applicabile alla luce della disobbedienza civile di massa. Lo stesso si potrebbe dire per la legalizzazione della marijuana oggi.

E prendete anche in considerazione gli sforzi di deregolamentazione alla fine degli anni '70: autotrasporti, petrolio, compagnie aeree, telecomunicazioni e settore bancario. Jimmy Carter, un democratico, fu un campione di questo movimento. Lavorò principalmente con l'ufficio del senatore Edward Kennedy, un democratico, per introdurre suddetta normativa. Questo fu qualcosa che nessuno avrebbe potuto prevedere. La "struttura di produzione" di queste idee seguì un percorso non intuitivo e, naturalmente, non pianificato.



Reti distribuite

Tali sforzi bottom-up sono evidenti nel progresso del mondo cyberpunk che ci ha dato le reti distribuite, la disponibilità della crittografia e l'innovazione rappresentata dalla blockchain.

Ora abbiamo la tecnologia per mercificare, raggruppare e identificare qualsiasi tipo di informazione sulla base di una nostra creazione come un'estensione della nostra immaginazione, e trasmetterla su linee geograficamente non contigue, utilizzando la crittografia per personalizzare le informazioni che condividiamo e metterle su una rete distribuita che nessuno stato può abbattere, in un modo che è non riproducibile e non soggetto a qualsiasi livello di ammortamento, mai.

È semplicemente fantastico. Possiamo farlo ora, e nessuno può toglierci questa tecnologia. L'intero apparato è stato rilasciato su un forum libero da un programmatore anonimo. Come possiamo adattare questa tecnologia a qualche struttura di produzione?



Dire la verità

Commettiamo un errore nell'immaginare di poter pianificare il cambiamento intellettuale nello stesso modo in cui pianifichiamo la produzione di altri beni e servizi. Che le idee permeano la società in modo imprevedibile e anche caotico, non è qualcosa a cui guardare con disprezzo. Ma dobbiamo fare i conti con la realtà e, quindi, rifuggire le presunzioni di conoscenza: cercare di costruire qualche strategia top-down per il cambiamento sociale. È meglio parlare, dire la verità e costruire la libertà in ogni modo immaginabile possibile, spingendo la storia nella direzione in cui deve andare e poi gioire di come il corso degli eventi possa sovvertire ogni nostra aspettativa.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/